SIAE, CC, CopyZero, ENPALS, IMAIE, ...ecc.
  • Buongiorno a tutti, ho appena rivisto il thread che avevo aperto ben tre anni fa! forse è il caso di aggiornarlo e chiarire meglio alcuni punti.. :wink:
    Riprendo le stesse parti, con aggiunte e modifiche.

    Piccola premessa: tutto il settore necessita un'importante riforma. Troppe pratiche sono diventate viziose e travalicano il buon senso. Essere consci di questi problemi e farsene portavoce significa mantenere l'interesse alto e spingere verso una soluzione. L'arte, la cultura rappresentano la forma più complessa e intrinseca dell'attività umana - il fatto che vengano così apertamente sopraffatte e appesantite da un sistema burocratico che ha perso il perché della propria esistenza (talvolta a favore di una ristretta cerchia di individui) è un'interessante aspetto che si ritrova in altre ma simili modalità in quasi tutta la gestione amministrativa. E' giusto, è necessario che gli artisti si facciano primi portavoci di cambiamento, proprio perché innovatori per definizione, loro malgrado. Rimboccatevi le mani e sporcatevi con il mondo. :devil:



    Brevissima sintesi:
    - la SIAE è l'ente che si occupa di gestire e riscuotere i diritti economici dei compositori/autori/editori di opere creative (musicali, testuali, video)
    - le licenze CC (e CopyLeft in generale) sono uno strumento, in pratica un certificato legale, sviluppato nelle varie legislazioni da avvocati e giuristi
    - CopyZero è uno strumento che permette di apporre una firma digitale su un contenuto in formato digitale
    - l'ENPALS è l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (l'INPS per i musicisti, i ballerini, gli attori ed i calciatori)
    - l'IMAIE è un istituto che incassa e redistribuisce, per conto degli artisti interpreti ed esecutori, i proventi loro dovuti in seguito alla riutilizzazione delle opere da loro interpretate



    SIAE

    La SIAE concede le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere registrate, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano. Svolge la propria attività in Italia, servendosi dei propri uffici e, all’estero, attraverso le Società d’autori straniere con le quali ha stipulato accordi di rappresentanza.

    L’adesione alla SIAE è "libera" e "volontaria". L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione è necessaria e in Italia questa attività di intermediazione era riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. Quest'estate un decreto europeo ha di fatto negato questa esclusività e quindi invitato a fruire del servizio in libero mercato con altre società di raccolta diritti all'estero (SACEM, SUISA, SGAE, ...). Però è importante capire che l'ente che raccoglie i diritti agisce su livello territoriale: quindi anche se si fosse registrati SACEM, in Italia, sarebbe la SIAE con i suoi metodi a ripartire i proventi.

    Se entriamo nel dettaglio della situazione 'concertino' (come viene definita una serata live in pratica), purtroppo, per una carenza legislativa, il compenso forfettario alla SIAE deve essere pagato comunque (dal gestore del locale, beninteso), anche se gli esecutori della serata eseguissero solo brani di proprio pugno. Probabilmente, se ci si reca dall'ufficio SIAE di zona e si discute ad alta voce per un po', si può strappare un'eccezione, magari firmando un'autocertificazione (musicisti e gestore del locale) in cui si afferma che si eseguono solo brani di autori non registrati a SIAE o affini. Fate attenzione a non fare cover in questo caso. Lo sceriffo della situazione potrebbe farvela pagare cara, e avrebbe 'ragione'.

    Il famoso bordereau (borderò, voilà) è il formulario che la SIAE dà da compilare per la serata, compilazione a cura del direttore dell'esecuzione (ovvero uno dei musicisti): vi si iscrivono i brani suonati, titolo e nome dell'autore.
    Ora ATTENZIONE: il bordereau è annullato se:
    - un autore/canzone non è registrato
    - c'è un errore ortografico (un'accento, una doppia)
    - si scrive il nome del gruppo invece di uno degli autori della canzone (Nirvana invece di Cobain)

    La somma versata, in questo caso, entra in un monte specifico in cui confluiscono tutti i diritti versati non associati ad alcun autore (insieme ai pagamenti forfettari di radio, discoteche, locali, ecc.) che è ridistribuito seguendo le classifiche di vendita (non proprio edificanti per un gruppo emergente). Quindi, se non iscritto alla SIAE, un autore non deve scrivere i propri brani sul bordereau.

    I guai non sono finiti qui: la ripartizione da più di un anno non è più analitica, ma a campione. Quindi, anche se voi compilate correttamente il bordereau, c'è un'altissima probabilità che non venga preso in considerazione.

    Il 75% dei proventi maturati complessivamente in tutte le esecuzioni di “concertino” a livello nazionale in ciascun semestre dell’anno vengono divisi sulla base da quanto direttamente rilevato da ispettori SIAE, nel corso di almeno 500 controlli “in incognito” su base nazionale per ciascun semestre di competenza. [...] La restante quota del 25% viene ripartita tra le composizioni contenute in un campione del 20% dei programmi musicali consegnati, estratti a sorte con criteri di casualità statistica. [...] Fonte: Territorio Musicale

    Comunque basta farsi due calcoli (spese di iscrizione ~ 220 euro il primo anno ~ 80 euro gli altri) per capire che, a meno di un numero veramente importante di date e di vincere alla lotteria del campionamento, un gruppo emergente iscritto non riceverà proprio nulla. Anzi, una volta iscritti, anche per mettere online le proprie canzoni (su myspace/sul proprio sito) bisogna pagare se si vuole essere in regola.

    Insomma, ad oggi, iscriversi alla SIAE, significa non ricevere nulla, ma solo pagare.

    Ciò non toglie che in questo contesto economico un ente intermediario di riscossione diritti è uno strumento necessario e imprescindibile per un autore/compositore.

    Bollino SIAE

    Ad oggi, il bollino SIAE è apposto su ogni opera venduta (anche promozionale) per contrassegnarne la validità, sempre. Per chi non è registrato alla SIAE, non costa molto, credo circa 3 centesimi a bollino (se invece si è iscritti, il prezzo lievita, sui 40/50 centesimi, ma si è parzialmente rimborsati con il diritto derivante - in pratica si paga a se stessi), ma è piuttosto complicato riuscire ad averli, poiché di solito è il produttore fisico (colui che stampa i CD) a richiederli.

    Lo stesso decreto europeo di quest'estate ha negato l'uso di questo bollino per validare l'autenticità dell'opera, ma la discussione è ancora in atto.. anche in questo, la SIAE è restia a farsi da parte, anche perché in Italia c'è un mercato della contraffazione decisamente attivo (e in questo non si può darle torto). Tutto è ancora in divenire. Valutate sul momento come comportarvi.



    CC

    Una licenza è un permesso. Una licenza come le CC è un documento elaborato da avvocati internazionali e nazionali che associato all'opera (incollato, proprio come un bollino) permette alcuni usi e ne vieta altri.
    Una licenza non è una tutela!

    Licenze Creative Commons ce ne sono di tutti i gusti, così come altre licenze CopyLeft: sono semplicemente varianti dello standard CopyRight: tutti i diritti riservati.

    Con il nostro gruppo usammo tempo addietro una SA-NC ShareAlike-NonCommercial per pubblicare i nostri due EP autoprodotti. I nostri fan poterono copiarsi i dischi in santa pace, i podcast personali, i portali di musica libera potevano pubblicare le canzoni senza alcun problema di sorta. Come se avessimo dato loro il permesso, uno ad uno, in una volta sola! Ci ha permesso di essere visibili, ha invitato e spinto le persone singole a essere portavoci della nostra musica. Insomma la parte più positiva di quello che, in un'ottica economica chiameremmo Marketing Virale.

    Però ATTENZIONE: non si può registrare un brano licenziato CC alla SIAE, pena l'annullamento della licenza.
    Anzi per essere più precisi, un autore iscritto alla SIAE non può licenziare opere in CC, perché nell'atto di iscrizione ha reso l'esclusività di gestione dei suoi diritti nelle mani dell'intermediario. Anche se la canzone non viene registrata, a rigore, non può essere CC. Ho letto da qualche parte la statistica che più della metà dei brani caricati su Jamendo sono registrati in SIAE. Questo è molto grave. Tempo fa, accusai persino alcuni gruppi di ipocrisia, perché in pratica, pur assumendoti portavoce del copyleft, metti in situazione illegale sia il portale che tutte le persone che hanno scaricato le tue canzoni. Fui probabilmente affettato: la situazione come vedete richiede una forzatura, anche se ritengo che sarebbe giusto rendere gli usufruitori consapevoli della cosa.

    Da un paio di anni è attivo un fronte per far partire un progetto pilota in SIAE (simile a ciò che è stato fatto in Olanda) per permettere agli autori iscritti di pubblicare con licenze CC. Ancora nulla nei fatti, purtroppo.
    Scrivete, argomentate, partecipate al network di Frontiere Digitali!



    Marca d'autore - Tutela

    Ingenuamente, spesso la prima giustificazione che si dà all'iscrizione in SIAE è la tutela. Spero alla fine di questo excursus abbiate capito che la SIAE può esercitare sì il ruolo di garante di deposito dell'opera, ma è una funzione collaterale a quella sua principale, ovvero la riscossione dei diritti. La SIAE non pagherà mai nessun avvocato per una causa di plagio! Può solo darti una prova giuridica temporale da portare in tribunale. E iscriversi per questo, è come comprare una macchina per l'accendisigari.

    Un gruppo emergente deve però tutelarsi, a prescindere della sua iscrizione in SIAE, licenze CC, ecc. ecc.
    (permettetemi di non entrare nel merito della discussione filosofica sul concetto di proprietà intellettuale in questa sede).

    La prima cosa che tutti suggeriscono di fare è spedirsi una raccomandata con ricevuta di ritorno facendosi apporre il timbro postale internamente e sulla chiusura della busta. Ma nessuno sembra saperne valutare la validità legale. La SIAE offre anche un deposito a questo fine (non è necessario iscriversi!), ma non ricordo il prezzo annuo. Andare da un notaio è la scelta più opportuna, sarebbe però molto dispendiosa.

    Oggi però abbiamo uno strumento più efficace: la marca temporale digitale, che si può apporre a qualsiasi contenuto al fine di indicare che effettivamente in quella data voi eravate in possesso di una sua copia.

    CopyZero è un'associazione no-profit che si propone di apporre una marca temporale ad una cifra irrisoria (a tutti gli effetti un semplice contributo): 1€/20Mbyte di informazione. Prendi il CD, lo fai in MP3, ci alleghi i testi, gli autori, la copertina; fai un bel zippone, lo consegni e te lo restituiscono con la firma digitale valida 4 anni (l'operazione può essere rifatta prima della scadenza).



    ENPALS

    L'Enpals è l'ente previdenziale per i lavoratori dello spettacolo.
    Ad esso si versano i contributi per ogni spettacolo prestato. Questi dovrebbero servire, nel caso in cui siano importanti e sufficienti, a pagare la pensione, e altri servizi assistenziali.
    Da oggi la pratica per richiedere l'affiliazione è stata sveltita e ci si può iscrivere autonomamente dal sito internet. Però tutta la procedura resta in qualche modo piuttosto complessa...

    Per poter suonare bisogna possedere un certificato d'agibilità che indichi il luogo, la data e l'ora dell'evento. Tradizionalmente questo è richiesto dal proprietario del locale o dall'organizzatore dell'evento. Questo documento, che pare residuo di una gestione ottocentesca, serve a dimostrare che l'organizzatore del concerto è in regola con i pagamenti ENPALS precedenti. Se è ancora debitore/insolvente, l'ENPALS non emetterà il famoso certificato e quindi in caso di controllo son passibili di multa l'organizzatore (ovvero il proprietario) e i musicisti!

    Anche se si suona a titolo gratuito c'è una cifra forfait da pagare (tranne per spettacoli di beneficenza o come per esempio una banda che "sfila" per le strade). L'interpretazione del decreto fatto dal precedente governo (l'esenzione in particolari condizioni, per musicisti che ricevono compensi per meno di 5.000 euro l'anno) è ancora fortemente discussa, e ognuno tira la coperta dalla propria parte.

    Ora, la maggior parte dei gestori, così come associazioni culturali, amministrazioni, ecc. ecc. non conoscono bene questa procedura. Per essere in regola, bisognerebbe aprire una posizione propria nell'ENPALS, e richiedere autonomamente il certificato d'agibilità. E versare i contributi per la serata. Per ovviare questo, diversi gruppi usano si appoggiano ad associazioni culturali o cooperative (create da loro o già esistenti) che centralizzano la gestione delle pratiche.

    Uso il condizionale, perché in realtà i musicisti discontinui dovrebbero versare almeno 120 giornate per poter contare su un anno contributivo. Ovvero dovrebbero suonare un giorno su tre. Solo questa osservazione mostra come i più deboli tra le figure coperte da quest'ente, sono anche le più vessate, perché non hanno nulla da guadagnare a essere in regola. E questo, ovviamente, alimenta il nero..



    IMAIE

    Jimi Hendrix non era l'autore di Hey, Joe... Però questo brano l'ha reso celebre in tutto il mondo, permettendo chi ne era l'autore (Billy Roberts) e i suoi eredi di riceverne un bel po' di soldini. Sarebbe lecito che in qualche modo anche l'esecutore, a monte di un'utilizzo economico così importante, ne sia avvantaggiato, in qualche modo. L'IMAIE, in principio, dovrebbe occuparsi di chiedere i compensi per questa componente dei diritti connessi al diritto d'autore, non coperta dalla SIAE.
    Però attenzione: l'IMAIE è un soggetto privato riconosciuto dalla legge senza fini di lucro. Non è quindi necessario essere socio per poter ricevere il pagamento dei diritti: il compenso è infatti dovuto a tutti gli artisti indistintamente, siano essi soci dell'IMAIE. o meno. Tant'è che ricercano gli indirizzi degli artisti per cui hanno riscosso per versarne il compenso. Purtroppo quest'istituto è al momento teatro di una querelle giudiziaria con accuse decisamente pesanti.



    Ho cercato di essere quanto più chiaro possibile, spero di essere stato utile! :wink:

    Proverò a riepilogare quelli che, a mio vedere, con molta pragmaticità e cercando di essere quanto possibile corretti, dovrebbero essere i passi per una band che debutta oggi, indipendente, autogestita, prima che un'etichetta generica si avvicini.

    Vademecum di un musicista all'arrembaggio
    • Scrivere canzoni interessanti è il primo passo; può sembrare scontato, ma non lo è. :bigsmile:
    • Registrare tutto in home recording o affini
    • Aspettare d'iscriversi alla SIAE ma tutelare le proprie canzoni con CopyZero.
    • Pubblicarle con una licenza CC, apposta come file di testo negli zip di mp3 o logo sulle cover del disco
    • Sfruttare tutti i canali (podcast, jamendo, myspace, ecc., radio libere, forum, emule) per diffondere al meglio (e legalmente) le proprie opere.
    • Venderle come contributo ai concerti, e invitare il pubblico a duplicarlo e diffonderlo
    • Se si vogliono le proprie canzoni sulle radio in etere, bisogna apporre sul disco il bollino siae (la consuetidine è il nemico peggiore da affrontare.. le radio temono i controlli delle guardie di finanza) quindi chiamare e richiedere i bollini, cercando di fare tutte le pratiche (3/4 cent. a bollino sono 4 euro per cento bollini), oppure provare con la tecnica invio mp3 + liberatoria firmata
    • Suonare a più non posso, in ogni dove, evitando di fare cover o usare materiale protetto per cercare di evitare di pagare la SIAE litigando con i vari mandatari.


    Il passo successivo è ben più complicato. Però, una cosa alla volta. bon courage! :cool:
  • Beh che dire... in un processo di collaborazione globale è bello poter leggere di iniziative free alla CC. Speriamo di poterne usufruire anche in maniera live, al più presto possibile.

    Dimmi, mio caro, ma le notizie riportate sopra... che fonti hanno? Sono supposizioni oppure hai prove inequivocabili della possibilità di poter eseguire live eludendo la tassa SIAE quando scrivi: "Se entriamo nel dettaglio della situazione 'concertino' (come viene definita una serata live in pratica), purtroppo, per una carenza legislativa, il compenso forfettario alla SIAE deve essere pagato comunque (dal gestore del locale, beninteso), anche se gli esecutori della serata eseguissero solo brani di proprio pugno. Probabilmente, se ci si reca dall'ufficio SIAE di zona e si discute ad alta voce per un po', si può strappare un'eccezione, magari firmando un'autocertificazione (musicisti e gestore del locale) in cui si afferma che si eseguono solo brani di autori non registrati a SIAE o affini" ?
  • Non so se già sapete questa notizia ma vi riporto la fonte:
    fonte hotmc forum

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    AAA: Bollino Siae? Non è più obbligatorio!!!, Sentenza della Cassazione
    « inserita:: Aprile 22, 2008, 02:12:05 am »
    Trovate tutti i dettagli della vicenda giudiziaria sul forum di Adunanza.
    Confermato al 100% sul Sito Ufficiale Siae
    dove, con la coda tra le gambe, si premurano di avvertire che si, il bollino siae non è più obbligatorio "ma è pur sempre una bella garanzia di autenticità del prodotto"

    In sunto:
    La Corte di Cassazione con tre sentenze (zittendo per tre volte la Siae) ha stabilito che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno Siae sui supporti contenenti opere dell’ingegno.
    Ergo: Non esiste più l' obbligo di richiedere e pagare i bollini alla Siae per apporli ai propri cd.
    Idem per tutti gli obblighi che riguardavano i negozianti.
    E' STRA-UFFICIALE.

    Mi pare un fatto di importanza assoluta per tutti gli artisti, deejay, confezionatori di mixtape etc etc qui presenti.

    Aggiungo: la siae ha imposto per anni una pratica illegittima che ha comportato costi agli artisti.
    C'è chi si sta muovendo per ottenere un rimborso delle spese sostenute e NON DOVUTE.
    Tenete d'occhio la mossa, ci sarà da divertirsi.

    Spargete la voce tra tutti gli artisti. Linkate le pagine.Propagate a macchia d'olio
  • ...bene, questo sì che è un bene! Però la mia domanda rimane senza risposta!

    Se ci si reca dall'ufficio SIAE di zona e si discute ad alta voce per un po', si può strappare un'eccezione, magari firmando un'autocertificazione (musicisti e gestore del locale) in cui si afferma che si eseguono solo brani di autori non registrati a SIAE o affini... il gestore del locale è tenuto a pagare la Siae?

    :sad:
  • Tre precisazioni.

    1) BOLLINO
    Probabilmente l'obbligo del diritto di attaccarci il bollino, con un po' di storture di naso intorno (vi sfido: provate a convincere una radio locale a tenere in bacheca un disco senza bollino) può essere nella pratica ovviato (solito problema: la prassi è diversa dalla legge). Ovviamente il bollino può compromettere l'uso per lavoro (dj, ecc.), che hanno bisogno di copie masterizzate per comodità, per questo, ad inizio Dicembre 2008 è stata fatta una convenzione tra la SIAE e questa categoria che, dietro il pagamento di una quota, richiede delle licenze specifiche: AssoDeejay.

    Quello che è importante capire di tutto il funzionamento è che alla produzione va comunque versato il diritto d'autore se le canzoni sono state editate/registrate. Altrimenti dov'è il "diritto" d'autore?
    Mi spiego: Modugno ha registrato "Nel cielo dipinto di Blu", e voi ne fate una cover: la SIAE (ovvero l'intermediario dell'autore) è pagata al momento della produzione, quando si compila il formulario presso il produttore fisico dei dischi, ovvero lo stesso con cui si richiedono i bollini. Altrimenti si è FUORILEGGE. (e questo vale anche se si è registrati in SIAE e i brani sono solo i propri).
    Se non si è registrati in SIAE, il discorso cambia: se l'autoproduzione sono in pratica i propri brani in cd masterizzati in casa, è ancora più semplice... e tutto fila liscio, senza bollino, senza essere fuori legge.

    2) CC e TUTELA
    Le CREATIVE COMMONS non TUTELANO nulla e nessuno.
    JAMENDO non TUTELA nessuno.
    Bisogna apporre una 'firma' temporale (che sia notaio, o firma digitale, o deposito SIAE) per avere una prova di essere stati gli autori almeno in quella data, così, se ci fosse un plagio potete usare quella prova in tribunale per fare causa, ma l'AVVOCATO LO PAGATE SEMPRE VOI (quindi, neanche la SIAE vi paga l'avvocato).

    3) SIAE e concertino
    Per quanto riguarda la questione con la SIAE, forse non avete avuto a che fare con questi 'sceriffi' a titolo ereditario quanto me... ma ognuno di questi gestisce la propria zona come meglio crede, con maggiore o minore discrezionalità. L'accordo è sempre 'ad personam' perché è lui l'ufficiale tributario incaricato. In un caso, abbiamo pagato la SIAE e poi chiesto il rimborso perché il bordereau non conteneva brani registrati. In due altri non si è pagato, sfidandolo apertamente di venire a controllare. In tutti gli altri, o il gestore aveva accordi sottobanco (e quindi non si è visto il bordereau) o ha pagato, perché non voleva noie, neanche dietro nostra richiesta esplicita e mille spiegazioni. Quell'informazione l'avevo trovata su un forum di discussione e l'avevo citata perché semplicemente è logica e ineccepibile: si tratta di una sorta di autocertificazione di fronte all'ufficiale preposto a ritirare la tassa (e quindi una prova per lui del perché dell'esenzione). Ma usarla è un altro paio di maniche.

    In bocca al lupo! :cool:
  • [quote=janohusso]Bisogna apporre una 'firma' temporale (che sia notaio, o firma digitale, o deposito SIAE) per avere una prova di essere stati gli autori almeno in quella data, così, se ci fosse un plagio potete usare quella prova in tribunale per fare causa, ma l'AVVOCATO LO PAGATE SEMPRE VOI (quindi, neanche la SIAE vi paga l'avvocato)[/quote]

    Beh a questo punto però sconsiglierei chiunque di far tutelare i propri diritti alla Siae... perchè non c'è alcun modo per uscirne fuori. Infatti il contratto che si stipula è un contratto per l'opera in questione ed anche epr quelle future. L'unico modo per uscirci è nbon pagare la quota annuale, ma in quel caso si perde la peternità anche delle opere registrate! Quindi occhio alla penna!:cool:
  • resistono ancora molte imprecisione, ahimè.... Ricordo che una sentenza della Corte di Giustizia Europea (quale è quell sul bollino SIAE) è legge ed interviene sulla normativa nazionale. La Corte ha "ordinato" ai giudici italiani di disapplicare le norme sul bollino. Detta molto breve.

    Enpals; il lavoratore non ha MAI colpa se il suo committente non ha l'agibilità. Le sanzione sono SEMPRE acarico del datore di lavoro.

    E' ovvio che il gestore di un pubblico esercizio che fa intrattenimento o spettacolo deve obbligatoriamente "aprire" un permesso presso la SIAE anche se facesse solo musica CC o libera. La sussistenza del permesso, infatti è uno dei requisiti dell'autorizzazione allo spettacolo. E' un meccanismo di procedura amministrativa.
  • E' vero: il bollino non vale più. Il mio appunto però era di altro tipo: alla produzione (cioè in una stamperia di CD, anche all'estero) COMUNQUE bisogna presentare un foglio rilasciato dalla società intermediaria di riscossione (come SIAE, SACEM, ...) per dimostrare che si è in regola con i diritti d'autore, e questo, in Italia, al momento, coincide con il modulo per richiedere i bollini.

    Per quanto riguarda l'ENPALS, la mia affermazione non era precisa, ma non falsa: non sempre, ma ci sono alcune situazioni in cui il musicista può essere passabile di sanzione (soprattutto perché firma il bordereau attestante la propria esibizione). La richiesta del certificato di agibilità ed il pagamento dei contributi previdenziali devono essere effettuati dal gestore del locale, qualora il medesimo, ai fini dell'organizzazione della manifestazione, abbia scritturato direttamente il gruppo musicale. Nel caso un cui, invece, il privato che organizza lo spettacolo abbia ingaggiato direttamente una formazione sociale di artisti, su quest’ultima ricadrà l’obbligo di richiesta del certificato di agilità e del relativo versamento dei contributi. In ogni caso il gestore del locale presso cui agisce il lavoratore dello spettacolo ha l'obbligo di accertare la sussistenza del certificato di agibilità.
    Dal sito ENPALS
  • E' vero janohusso, la tua affermazione non era precisa ma non falsa, hai però riportato una parte presa dalle faq dell'ente, che non fa altro che ribadire la totale estraneità a sanzioni a carico del lavoratore, che non esistono (e non può essere diversamente).
    Esiste solo un caso in cui il lavoratore può essere sanzionato ma non certo per la mancanza di agibilità visto che, in quel caso, egli non ha obbligo ma facoltà.
    Mi riferisco al comma 23 bis, o meglio alla posizione del "lavoratore autonomo esercente l'attività musicale". Non mi soffermo sulle molte domande senza ancora risposta che questa figura istituita da poco (2003/2004), questo è però l'unico caso in cui il lavoratore può (ne ha facoltà) aprire una propria agibilità personale che vale per la sola serata dichiarata. Va da sè cioè che il lavoratore che si avvale di questa formula si presenterà nel locale con già una agibilità valida. Resta, anche in questo caso, al gestore del locale l'obbligo di verificare la sussistenza e la conservazione del certificato, al lavoratore l'obbligo di versare i relativi contributi.
    Ricordiamo a tutti che comunque, l'agibilità ENPALS è l'iscrizione dell'azienda, nulla di più.
    Inoltre avere firmato il Programma Musicale (il borderò è un'altra cosa) non ha relazione alcuna con l'ENPALS perché non attesta nessuna esibizione ma serve per la ripartizione dei diritti d'autore. Il c.d. direttore dell'esecuzione non ha responsabilità alcuna sul Programma Musicale, in modo diretto intendo, a meno che egli non sia iscritto alla SIAE (sia cioè un autore), solo in quel caso può essere chiamato a rispondere di ciò che scrive ma stiamo parlando di "sanzioni disciplinari", comportamenti scorretti verso gli altri iscritti e non già di sanzioni di carattere amministrativo/penale che ricadono interamente in capo all'intestatario del Permesso stesso, in linea generale, il gestore/organizzatore dell'evento, cioè.
  • Il controllo incrociato è cosa nuova, e richiamavo solo quello che avevo letto su vari siti e newsletter di associazioni artistiche:
    Adesso, quindi, la SIAE che riceve i borderau compilati dai musicisti per incassare i diritti d’autore può controllare se quelle persone che hanno firmato il borderau sono dei lavoratori regolarmente iscritti all'ENPALS (quindi assunti dal locale) e che pagano i contributi, e qualora trovino un'incongruenza la possono segnalare all'ENPALS, che potrebbe procedere contro il locale per evasione contributiva.
    da Edimus

    Per quanto riguarda il tedioso punto delle sanzioni sui musicisti, spero che sia così come tu dici. Ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Nella mia pur breve esperienza, l'ignoranza non viene mai riconosciuta come attenuante.

    L'apertura della posizione ENPALS e la richiesta dell'agibilità sono pratiche burocratiche che dovrebbe fare il datore di lavoro (il locale), perché per essere in regola il locale deve assumere chi suona con un contratto a termine. Il problema risiede nel comportamento dei locali, che tendono a non voler assumere e a non volersi occupare della contribuzione dei dipendenti né delle richieste di agibilità per i concerti e, anzi, richiedono ai musicisti stessi di essere loro in regola con l’ENPALS e di procurare l’agibilità per la data del concerto.

    Proprio a tal fine è stata creata la posizione del "lavoratore autonomo esercente l'attività musicale", e che, almeno formalmente, è un caso in cui il musicista responsabile del non pagamento dei proprio contributi.

    ---

    Bordereau in francese significa 'registro contabile' e l'ho sempre letto e sentito usare comunemente per chiamare il 'programma musicale' SIAE. Perché dici che sia un'altra cosa?
  • Fantastico! questo post è chiarissimo!
    Grazie di cuore per il riepilogo janohusso
    :bigsmile::bigsmile::bigsmile::cool:
  • Certamente janlhusso, le verifiche che la SIAE fa (le possono fare gli "agenti" SIAE con contratto a tempo indeterminato) sono il frutto di una convenzione firmata nel 2001 (mi pare) tra i due enti. La SIAE, grazie alla sua capillare presenza, fa da "sportello" per le IMPRESE e raccoglie informazioni che trasmette all'ENPALS. Non voglio però andare oltre perché come ha detto bene il fratello guerriero del mare (sher-dan :) ) è giusto tenere il topic leggero, così da renderlo meglio leggibile ed utile.

    Il lavoratore non è colpito da sanzioni di nessun tipo perché egli non ha obblighi, come detto il solo caso è contemplato dalla posizione al 23-bis la quale però è facoltativa per il lavoratore. Posizione che comunque, resta ancora poco chiara perché, per esempio, non contempla il versamento dei contributi minori e le quote inail che pure sono obbligatorie. Il rischio se non c'è un intervento legislativo è che il 23-bis risulti essere non in regola con i versamenti. Ma questo è però un altro discorso.

    Come hai detto bene il borderò è un registro contabile, anzi molto di più, è valido ai fini fisscali. Sul borderò si registrano gli incassi, sul programma i pezzi ma sono due "fogli" diversi e separati. Si dice sempre borderò forse perché è più veloce da scrivee, non so, ma non è corretto. :tongue:

    Ciao
    Massimo
  • Ciao!

    Riprendo anche qui il discorso fatto nella precedente discussione!

    Per chiarimenti, io ho una licenca CC su jamendo, prelevo il codice dei player dei miei brani e li inserisco sul mio sito che partono in autoplay.

    Devo mettere il bollino CC oppure non è necessario?

    Grazie!:smile:
  • ciao a tutti, vorrei un parere si questo fatto:

    sto curando la stampa di un numero esiguo di copie di un EP rilasciato con CC non commercial, share-alike e che distribuiremo gratuitamente.
    ho chiamato SIAE, che non ne vuole sapere di cd stampati senza bollino, e che mi ha rimandato al suo sito per consultare le leggi correlate alle loro pratiche.

    leggendo qui: http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=contrassegni_bollino.htm alla sezione "Eccezioni" si legge:

    [...]
    Sono invece escluse dall’ambito di applicazione dell’art. 181 bis della legge n. 633/1941 (e quindi non soggette né all’obbligo di vidimazione né alla presentazione della dichiarazione identificativa sostitutiva del contrassegno) per la loro particolare funzione o le loro caratteristiche, le seguenti categorie di supporti, tassativamente elencate all’art. 5.3 del DPCM 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal DPCM 25 ottobre 2002 n. 296:
    [...]
    b) distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti;
    [...]


    il mio caso non rientra forse in questa casistica?
    qualcuno mi saprebbe dare un parere legale?

    grazie
  • ciao a tutti. aggiorno questo thread con un IMPORTANTE NOTIZIA:

    questa mattina ho parlato telefonicamente il responsabile dell'area Contrassegni (i bollini) della SIAE con sede di Bologna, che mi ha confermato che, come scritto sul sito della stessa SIAE (qui: http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1300&link_page=Contrassegni_bollino.htm&level=0600.1300 ), ad oggi, la disciplina per l'applicazione dei contrassegni NON E' OPPONIBILE AL SOGGETTO PRIVATO IN DIFETTO DI PERFEZIONAMENTO della procedura di informazione preventiva della Commissione Ue.
    quindi potrò stampare i miei dischi senza apporre alcun bollino senza rischiare di essere multato.

    Qui il testo di riferimento:

    Il compito di applicare il contrassegno, cioè di "vidimare" i supporti è affidato alla SIAE. Con sentenza in data 8 novembre 2007, in esito al procedimento C20-05, la Corte di Giustizia Europea ha attribuito valenza di “regola tecnica” alla disciplina nazionale in tema di contrassegno, affermandone la non opponibilità ai soggetti privati in difetto di perfezionamento, da parte del Governo Italiano, della procedura di informazione preventiva della Commissione Ue. Anche dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Europea la Siae continua a prestare il servizion su base convenzionale.
  • vorrei sollevare una questione sulla frase "Quindi, se non iscritto alla SIAE, un autore non deve scrivere i propri brani sul bordereau."

    Sul sito SIAE è scritto chiaramente che
    "Sul Programma Musicale devono essere riportate tutte le opere eseguite, anche se di pubblico dominio."

    Infatti nel testo della legge sul diritto d'autore (n 633) si legge (pag 13-14 di http://www.siae.it/Musica.asp?click_level=0200.0600&link_page=Musica_ProgrammiMusicali.htm#doc):

    "Art. 51 Chi dirige l’esecuzione di opere musicali di qualsiasi natura ha l’obbligo anche ai fini del controllo sulle esecuzioni di opere soggette al pagamento del diritto demaniale di redigere per iscritto, prima della esecuzione o immediatamente dopo, il programma di tutte le opere o dei brani staccati di opere musicali o delle brevi composizioni effettivamente eseguite o
    rappresentate e di consegnarlo o di trasmetterlo all’ufficio incaricato dell’esazione del diritto o a persona da tale ufficio incaricata, al più tardi entro il giorno successivo allo spettacolo o trattenimento."

    insomma?
  • Jannohusso ha scritto
    "La prima cosa che tutti suggeriscono di fare è spedirsi una raccomandata con ricevuta di ritorno facendosi apporre il timbro postale internamente e sulla chiusura della busta. Ma nessuno sembra saperne valutare la validità legale. La SIAE offre anche un deposito a questo fine (non è necessario iscriversi!), ma non ricordo il prezzo annuo. Andare da un notaio è la scelta più opportuna, sarebbe però molto dispendiosa."
    Forse può essere utile sapere, per chi non desidera spendere soldi per la marca temporale, o arricchire SIAE e notai,che se:
    -l'autore di un brano scrive il suo testo e la sua musica dicendo di esserne l'autore su un foglio (A4)
    -lo piega in tre con la parte bianca all'esterno (chiamasi plico), lo spilla ai lati
    - scrive quindi sul retro bianco il proprio indirizzo
    -se lo invia con raccomandata (non è necessario il ritorno, è sufficiente la ricevutina delle poste) con circa 3 euro
    Succede che il timbro dell'uffico postale che verrà apposto direttamente sul retro foglio, ha valore legale per certificare che alla data del timbro e di lì in poi il diritto dell'autore esisteva.
    Sembra una cosa piccola ma questa è una procedura legale (prevista dalle norme procedurali) per dare data certa ad un documento. E' normalmente usata nell'ambito legale per inviare i ricosi ai tribunali.
    Spero che questo possa essere d'aiuto. :wink:
  • Scusa, e se ho la necessità di "inviarmi" il CD REGISTRATO, un piccolo pacco vale lo stesso ai fini legali? GRAAAAAAAZIE. Vit. - BlueLed -
  • Il problema non è il pacco più o meno piccolo, il problema è che il timbro della posta deve essere apposto sullo stesso supporto dove è descritto il diritto che si vuole far valere.
    Mi spiego. Se fai un pacco, il timbro sarà apposto sul pacco o busta, non sul contenuto del pacco o busta.
    Se invece scrivi su un foglio il testo e la musica e dichiari di esserne l'autore, il timbro con la data andrà direttamente sul retro del foglio e la tua dichiarazione con testo e musica avrà data certa.
    Se mi spieghi perchè vuoi spedirti un cd registrato forse posso essere più chiara.
    Ciao :wink:
  • Riprendendo in considerazione la questione Bollini SIAE e CC, vorrei riportare un nuovo passo (indietro) della storia:
    questo articolo dell'ANSA: http://www.ansa.it/opencms/export/legalita/rubriche/cronaca/visualizza_new.html_933137788.html
    riporta che è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 2009, il Decreto che stabilisce di nuovo l'obbligatorieta' del contrassegno Siae.

    PS: vorrei proporre agli amministratori di spostare i post relativi ai bollini in un nuovo thread dedicato...
  • Purtroppo è vero, il famigerato bollino scacciato dalla porta dalla Corte Europea e dalla Cassazione rientra......dalla finestra grazie ad un decretuccio, con annesso regolamentuccio, entrambi di dubbia legittimità. Oltre tutto peggiorato rispetto alla legislazione precedente, infatti ora vogliono "bollare" non solo CD e DVd ma anche chiavette usb, memorie sd, HD esterni, telefonini, insomma tutti i supporti informatici.
    IH!! IH!! Voglio vedere comunque come fanno a mettere il bollino sulle memore micro SD :jumping:
    E intanto in Francia la legge hadopi viene bocciata in parlamento..... per mancanza del numero legale, ci riproveranno il 18 aprile, ma intanto la devono cambiare.
    Mah !!! "Speriamabbene" diceva la mi' nonna!!!:cool:
  • ... e se... un artista che ha creato una o più opere le dovesse concedere in comodato d'uso (ad esempio ad una o più emittenti radio/televisive, siti internet ecc..) con regolare liberatoria, non sarebbe una prova che in tal data si era già in possesso dell'opera? Non sarebbe questa una prova della paternità?:angry:
  • Ultime notizie!!!!
    Il 6 maggio 2009 udienza al TAR del Lazio contro il decreto che reintroduce i bollini SIAE in quanto illegittimo.
    Incrociare le dita prego.
    :crazy:
  • Novità sulla SIAE da "Punto informatico" del 7/5/2009" sezione Attualità www.punto-informatico.it

    "Roma - SIAE cede sul proprio mandato, promette di svincolare gli artisti iscritti, di concedere loro la possibilità di escludere SIAE dalla gestione dei loro diritti e di affidare alla rete il loro repertorio. Con la possibilità di mettere in campo nuovi e più flessibili modelli di business.

    Un "registro delle opere musicali" sarebbe stato istituito presso la SIAE per tenere traccia delle scelte degli autori, un modulo con cui è possibile escludere dal mandato dei diritti di riproduzione e di comunicazione al pubblico le utilizzazioni mediate dalle reti telematiche e di telefonia mobile: questo è quanto finora a disposizione di autori e detentori dei diritti. ..................." il seguito lo potete leggere da voi.

    Comincia la frana ?

    E che sarà successo il 6 maggio al Tar del Lazio ?
    Pace e bene :peace:
  • Avrei 1 domanda: con il mio gruppo abbiamo ricevuto delle offerte da alcune case di distribuzione, e la prima cosa che ci hanno chiesto è l'iscrizione alla SIAE. A quanto ho capito io posso difendere i diritti di autore con CopyZero, mentre la licenza CC mi permette di diffondere il disco, ma queste cose bastano per mettere nelle loro mani il CD e per poterlo diffondere ( non so che canali abbiano loro anche se credo principalmente diffusione via internet ) o per queste cose è necessaria l'iscrizione alla SIAE?

    Grazie in anticipo :wink:
  • nessuno mi sa dare una risposta? :confused:
  • Salve a tutti,

    Ho trovato questa discussione veramente interessante, e vosrrei mettere in discussione alcune cose, di primaria importanza per chi fa musica per se o per altri..

    Le questioni sono parecchie, vediamo di fare dell'ordine:

    Supponiamo di dover pubblicare una cover di un artista conosciuto o meno, la procedura da seguire , la più semplice è quella di andare ad espletare le pratiche del "bollino" alla siae, dichiarando al momento della trascrizione gli autori ed editori originali (si trovano su un database internazionale).

    Questo è un metodo legale, in quanto stai suonando il brano di un altro e tu non sei l'autore ma stai sono riadattando, ricomponendo quel pezzo.. e fino a qui...

    Supponiamo che questa cover abbia successo in Italia (parliamo dell'Italia perchè del resto el mondo ne parliamo dopo e c'è da mettersi le mani nei capelli, per chi li ha...), e quindi venga trasmessa dalle radio e... magri il gruppo deve esibirsi in TV per eseguire la cover....

    ecco, qui sorgono dubbi ancestrali.... è chiaro, gli editori e gli autori originali del brano percepiranno quella valangata di danaro che le tv pagano al minuto per l'esibizione dell'artista a livello di diritti d'autore...

    Ma supponiamo che il gruppo venga pagato per l'esibizione.... insomma, sfruttando il disco di un altro artista è vero che non perceisce i diritti d'autore ma è vero anche che percepisce del danaro per la diffusione...

    La siae in questo non è chiara.... infatti bisognerebbe approfondire...

    Ora veniamo ai nostri tempi....

    Pubblichiamo una cover su iTunes....

    cosa succede?

    Intanto c'è la legge della siae, (ma qui bisognerebbe leggersi tutte le leggi di tutte le società che rappresentano e tutelano il diritto d'autore in tutti i paesi nel momdo, nei quali iTunes pubblica e mette a disposizione la musica)

    http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.0300.0500.0600.0200&link_page=Multimedialita_internet.htm

    alla voce "Chi deve sottoscrivere la licenza" si evince che iTunes abbia l'obbligo di pagare la siae per ogni brano venga scaricato dallo store, e quindi, mentre su un cd dove si pubblica la cover devi apporre il bollino, su iTunes, non devi apporre niente, perchè dovrebbe essere iTunes a pagare direttamente autori ed editori, anche perchè al momento della pubblicazione di musica sull'iTunes store non ti viene richiesto assolutamente un deposito autoriale o editoriale, ma solamente l'upload dei brani, per i quali si percepiscono le percentuali di vendita...

    In America per esempio, devi corrispondere il 9,1% della royalty ad una società che si occupa di raccogliere i diritti per chi ne è il proprietario...

    Dovresti chiedere una licenza di pubblicazione sotto o sopra le 2.500 unità di download e poi dopo la ricezione dell'autorizzazione pubblicare...

    C'è qualcosa che non quadra in tutto questo...

    dovrei controllare se per esempio ho ricevuto i proventi siae maturati nel 2006 per un brano che ha venduto parecchio su iTunes, brano inedito del quale io sono l'autore, ma mi pare di non avere visto altro che solo i soldi delle copie dei cd venduti nei quali ho apposto i bollini...

    Quindi mi sono chiesto: iTunes pagherà la siae e i diritti in ogni paese per ogni paese per ogni brano venduto in ogni paese nel quale è presente lo store?

    Questo alla fine non è il quesito più importante, se pagano o no non è un discorso che ci riguarda, ma alla fine, vai a pubblicare una cover su itunes (è pieno di cover in tantissimi stores online) e come potresti chiedere l'autorizzazione in ogni paese a pubblicare e ricevere i diritti maturati???

    Domande....
  • allora allo stato attuale dell'arte: Senato, disegno di legge presentato da Felice BELISARIO
    Abolizione dell'obbligo di apposizione del contrassegno da parte della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) e delle relative sanzioni. Il DDL si propone di abolire l'obbligo di apporre il bollino SIAE ai libri, CD, DVD ...

    tale obbligo vige in solo tre altri paesi dell'Unione Europea: Romania, la Grecia e Portogallo

    Iter parlamentare della legge
    13/01/2009S.1312
    presentato al Senato
    18/02/2009 Senato: assegnato (non ancora iniziato l'esame)

    presentato il: 13/01/2009
    tipo di iniziativa: Parlamentare


    http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/32715

    quindi la proposta c'è, ma la lasciano a marcire,forse sarebbe il caso di informarne un poco di artisti e fare pressione sui proponenti, o altri parlamentari perchè venga iniziato l'esame.

    fate vobis
  • Aprite OCCHI ed ORECCHIE:

    come da articolo riporto:

    - Il Parlamento italiano ha approvato un decreto legge che impone una tassazione sui supporti vergini come cd-rom, audiocasette, vhs... I proventi di questa tassa andranno alla Siae (ente che gestisce il diritto di autore in Italia) che distribuirà il ricavato alle varie major discografiche, cinematografiche ecc. come un bonus comulativo per le perdite ottenute dalla pirateria. Ormai non si può fare più niente il decreto entrerà in vigore, il prezzo dei cd vergini aumenterà per quelli da 650mb di 0,23 euro (445 lire) il pezzo, mentre per quelli da 700mb di 0,25 euro (484 lire) il pezzo. Non parliamo delle videocassette da 180 minuti su cui verrà applicata una tassazione di 0,83 euro!!! Per farvi capire meglio su un pacco da 10 cd vergini l'aumento sarà di 2,5 euro su uno da 50 di 12,5 euro!!!.

    .....

    Ok!

    Questa è una legge passada da qualche tempo.. è stato "necessario" per rendere legali i cd vergino, ovverosia, quella tassa dovrebbe essere una sorta di bollino, in quanto è palesemente dichiarato che potrai "LEGALMENTE" metterci su musica o video, nel caso dei dvd e videocassette...

    Quindi, questa è una legge, e basta per rendere legale il cd, ed utilizzarlo in ogni modo, dalla diffusione via radio a quella casalinga etc...
    poi però, secondo la siae, il cd ha bisogno assolutamente di un bollino, che alla fine costa un euro, ma che secondo me è illegale, perchè il cd vergine ha già la sua tassa imposta!

    Se a questo ci aggiungiamo la tassa per i dj,s, beh, sembra veramente stiano prendendo in giro...

    ed è palese, che , se per esempio ti devi comprare il cd di un artista all'estero e poi in italia ci devi mettere il bollino siae per renderlo legale( grande buffonata...altro ch RUSSIA...) fai prima ad entrare su itunes, ti compri il pezzo a meno di 1 euro, lo metti su cd, con tanto di cportina e ci appicichi dentro la ricevuta dell'acquisto...

    C'è altro da dire, ma vediamo se qualcuno ci arriva....
  • Mi sono venuti alcuni dubbi leggendo la discussione. Vediamo se ho capito bene:
    Per diffondere musica coperta dalla SIAE su internet paga sia l'artista (l'iscrizione) sia chi la diffonde.
    Per i "concertini" paga l'artista (l'iscrizione) e il proprietario dei locali per ricevere l'aurorizzazione.

    MA

    se il brano NON è coperto dalla SIAE (per es. è CC ):
    l'artista non paga niente (ovvio...).
    il proprietario del sito neanche ma deve dimostrare di avere ottenuto il permesso dall'autore e che l'opera non è registrata alla SIAE (in che modo? basta un'autorizzazione scritta/autocertificazione dell'autore ? ad un'eventuale controllo è sufficiente? )
    e se l'opera CC è diffusa in un luogo pubblico?

    Grazie a chi proverà a rispondermi. Ciao.
  • UN AGGIORNAMENTO.

    Il Prefetto di Roma ha dichiarato l' IMAIE estinta.
    L' IMAIE ha in cassa milioni di euro che devono essere liquidati agli artisti perchè appartengono a loro.
    Maggiori informazioni sulla situaizone in IMAIE e sul futuro del Diritto Connesso al Diritto d' Autore su
    www.cllaie.it
    (comitato di lavoratori IMAIE e Artisti Interpreti ed Esecutori)
  • Ho una domanda.
    Ma la licenza safe creative non rappresenta una prova che l'opera X è stata prodotta dall'artista Y in tale data e tale ora?
    Altrimenti a cosa servirebbe la licenza CC?

    Saluti
    Tadd
  • taddeuro said:
    Ma la licenza safe creative non rappresenta una prova che l'opera X è stata prodotta dall'artista Y in tale data e tale ora?
    Altrimenti a cosa servirebbe la licenza CC?

    No certifica che tu ne sei l'autore e ne detieni i diritti dal momento in cui tu l'hai registrata in safe creative.
    Con la registrazione tu fai conoscere a tutti che l'opera è tua.
    Ci si può opporre a questa certificazione solamente opponendone un'altra di pari valore ma antecedente.
    Per questo è opportuno registrare i propri brani prima possibile.
    Saluti a te!:bigsmile:
    Daniela
  • Ok ... quindi non c'è bisogno di depositare i brani alla siae quando posso certificare la mia opera comodamente da casa e senza spese!!!
    Tanto se poi qualcuno mi accusa di plagio mica mi tutela la siae!!!! La siae tutela se stessa !!! per tutto il resto basta un'avvocato e il portafogli :-)
  • taddeuro said:
    quindi non c'è bisogno di depositare i brani alla siae

    Depositare i brani alla siae non è MAI un obbligo ne anto meno iscriversi. Però la cosa sicura è che qui su Jamendo i brani registrati alla siae non ci possono stare, di chiunque siano.
    Infatti quando uno si iscrive come autore viene richiesta l'autocertificazione che non si è iscritti a una società di gestione collettia dei diritti, ovvero la siae.
    :bigsmile:
    Daniela
  • Con la marcatura temporale, legalmente parificata dal CNIPA all' iscrizione S.I.A.E., viene risolto definitivamente ogni questione riguardante la precedenza/antecedenza

    Più informazioni su www.patamu.com (portale con il quale aderiamo e con il quale abbiamo certificato le opere dei nostri artisti)
  • Ciao,
    sono un musicista-compositore, autore, nonché imprenditore di spettacolo, editore musicale e fonografico; ho letto un po' di interventi in giro per il forum e concordo pienamente sulla necessità di una riforma generale del comparto; tuttavia mi sembra che si faccia una confusione devastante fra professionalità, spesso incompatibili fra di loro.
    Una corretta trattazione dell'argomento, parte innanzitutto da un presupposto essenziale: artista e autore non sono necessariamente la stessa persona; tutta la giurisprudenza in materia di copyright e/o copyleft non ha alcuna esitazione nel riconoscere questa importante dicotomia, assai ben più chiara a livello imprenditoriale, laddove un editore è convenzionalmente un co-amministratore di repertori, un editore di registrazioni (o produttore discografico che dir si voglia) un suo utilizzatore, aldilà del fatto che - come nel mio specifico caso - la maggior parte delle imprese tende a raccogliere entrambe le attività.
    Deve essere chiaro un fatto: solo incidentalmente e per la natura stessa della musica intesa come linguaggio della comunicazione, un compositore mediamente vanta anche tra le proprie competenze la capacità di suonare uno strumento; ma in realtà la fissazione dell'idea creativa per un compositore ha più attinenza con omologhe branche della creatività (letteratura, poesia, fotografia, etc.) che con tutto il resto del comparto della produzione musicale e di spettacolo in genere.
    Neanche nel singolarissimo caso del "cantautore", in cui necessariamente autore e artista sono la stessa persona, accade mai che l'idea creativa e la sua interpretazione possano avvenire contemporaneamente (possono fare in linea di massima eccezione gli improvvisatori jazz); ciò significa che nella migliore delle ipotesi un artista è interprete della propria creatività, ma in ogni caso non è mai materialmente entrambe le cose ad un solo tempo. Ciò è in assoluto più vero e comprensibile laddove artista e autore non siano la stessa persona.
    Se dunque questo ragionamento è sufficientemente chiaro, dovrete convenire con me che l'attività creativa e quella interpretativa sono riconducibili a due complessi di operazioni indiscutibilmente complementari fra di loro, ma pur sempre diversi fra di loro: qualcuno vuole immaginarsi che una delle due possa e/o debba non essere retribuita a discapito dell'altra?
    Personalmente, nelle mie funzioni non imprenditoriali ma professionali, aldilà del fatto che non disdegni il palcoscenico, ma che anzi, ne apprezzi molto ogni singolo aspetto e riesca particolarmente bene a sostenerne le necessità, sono e rimango un compositore e non ho alcun interesse a lavorare con un singolo o a portare personalmente su un palco ciò che scrivo, che peraltro, in generale nasce per un uso cinematografico.
    Le Creative Commons sono per il sottoscritto una via assolutamente impraticabile da questo punto di vista, perché l'area creativa (o la sua commerciale, cioè l'editoria) possono essere retribuite soltanto attraverso le royalties.
    Comprendo che per l'imprenditoria discografica e videografica di cui anche la mia impresa fa parte, questo genere di licenza, come il Copyzero e/o affini possa rappresentare un vero e proprio albero della cuccagna, ma la retribuzione dell'autore dove va a finire? Vorrei ricordare al forum che le professioni creative non sono un'incombenza indesiderata sul mondo dello spettacolo, ma al contrario, ne sono la causa stessa, l'origine.
    Inutile dire che Jimi Hendrix ha reso famoso un autore e che quindi gli si debba riconoscere qualcosa per questo: Hendrix ha trovato nell'idea creativa di alcuni autori la propria strada verso il successo, sua "sponte" e non per volontà di quest'ultimi... in altre parole anche Hendrix è un utilizzatore! L'Opera deve retribuire il suo autore, nella stessa misura in cui l'interpretazione deve retribuire l'artista, in particolar modo se e quando tale condizione sia fissata su un supporto mediatico di qualunque natura.
    Alla fine il rapporto fra autore e artista è esattamente lo stesso che intercorre fra un architetto ed un'impresa edile esecutrice: qualcuno si sognerebbe mai di non pagare il progettista per il lavoro svolto? Il punto è semmai che debbano venire meno una serie di gravami e di sperequazioni che non avvantaggiano ne' autori ne' artisti (e del resto neanche architetti e imprese edili!); le Creative Commons rispondono perfettamente alle esigenze discografiche (di conseguenza quelle di alcuni artisti), ma, almeno al momento, l'unica forma di tutela autoriale è l'integrale riservatezza dei diritti d'autore.
    Comprendo la posizione di band e affini che non hanno un organizzazione economica della propria attività, se non saltuaria o almeno fino a quando non intervenga in loro favore una produzione discografica; ma ci sono musicisti la cui professionalità passa solo ed esclusivamente attraverso la manifestazione creativa e/o artisti che non si pongono neanche lontanamente nell'ottica di scrivere qualcosa di originale (ovvero l'85% del mercato musicale).
    Le Creative Commons -per quanto da buon sostenitore della Apple che del Copyleft ha fatto una sua irriducibile arma di mercato - sono del resto un fenomeno che si adatta perfettamente al contesto in cui sono nate, ovvero quello informatico, ma che poco rispondono alle esigenze del comparto dello spettacolo e della cultura in genere, a meno che non si voglia giungere alla conclusione che i creativi devono morire di fame perché tutto il volume d'affari che lo spettacolo produce può comodamente essere depositato nelle tasche di personaggi che ormai si sono spartiti lo share televisivo per pesare come un macigno sulla disposizione culturale del Paese di Leonardo da Vinci!
    Sono però d'accordo su un fatto: la SIAE deve ripartire di più e fra molti più aventi titolo! I meccanismi in vigore fanno sì che una colossale percentuale dei diritti finisca nelle tasche di un nugolo di autori ed editori, mentre per tutti gli altri rimangono le briciole; inoltre dovrebbe essere dalla stessa estromesso dai meccanismi di produzione e ripartizione del diritto connesso il Consorzio Fonografici, ovvero alla stessa società che gestisce i flussi monetari relativi al diritto d'autore dovrebbe essere comminata l'amministrazione dei proventi del diritto fonografico (sempre che ne siano radicalmente modificati alcuni presupposti e sempre che la rappresentanza nel "parlamentino" SIAE smetta di essere censitaria - ovvero dei "Grandi Elettori" per lasciare il posto al principio di "un autore/editore, un voto").
    Ciò produrrebbe senz'altro un miglioramento delle condizioni generali del comparto: è bene che si sappia che l'ammontare del diritto d'autore ad esempio su una produzione di CD musicali (i quali ovviamente possono contenere Opere di più autori/editori) è inferiore a 0,4 € per copia, del Contrassegno SIAE a 0,3 € per copia, a fronte di costi di produzione per copia che possono oscillare tra i 2 ed i 4 € massimo, laddove la copia può essere comodamente reperita sul mercato - quando va bene - a 17/18 €!
    L'Artista con cui solitamente il discografico pattuisce un contratto di compartecipazione agli utili che nel peggiore dei casi non è mai inferiore al 2%, così come tutto il comparto di produzione (studio di registrazione, fonici, tecnici di studio, etc.), guadagna dunque sullo sfruttamento dell'Opera mai meno del 4000% rispetto al suo autore!
    Dunque il "povero" artista cui l'IMAIE ripartirà anche proventi del diritto connesso, quand'anche non guadagni per serata più di 200,00 €, avrà proventi immensamente più cospicui dell'autore, per quanto il lavoro di quest'ultimo, specie se supportato da competenze particolari, come la conoscenza di tutti gli strumenti dell'orchestra, come la storia della musica, la semiotica musicale, l'analisi della partitura, il contrappunto, la fuga e l'armonia, richieda un applicazione che va ben aldilà della sessione di prove; naturalmente non fanno eccezione per il sottoscritto i creativi non dotati di tutte queste competenze che al massimo non avranno in dote tutti gli strumenti cognitivi per sprigionare la massima espressione della loro creatività (cioè non escludo il chitarrista che mangi pane, Fender e pedalini, ma che comunque ritenga la composizione il miglior strumento per la propria comunicazione!).
    Dunque vi invito a riflettere sul fatto che l'Opera si ferma alla sola stesura delle partiture (ovvero all'unico strumento capace di renderla immanente e conoscibile) e che anche quest'attività deve necessariamente essere retribuita (caso mai di più, non certo di meno di quanto avviene ora), mentre la sua interpretazione, quand'anche sviluppata dal suo stesso creatore è e rimane un utilizzo da retribuire.
  • @ powertoart
    Mi spiace ma non condivido neanche un pò.
    a parte il fatto che qui parlare di SIAE è come parlare del diavolo in persona (non lo dico io, lo dicono gli artisti qui presenti), non so se lo sai ma moltissimi artisti che risiedono su questa piattaforma, tutti autori dei loro brani che se li compongono e se li suonano, sono teansfughi delle varie Siae, Sgae, Sacem ecc. non solo, hanno ancora in ostaggio di queste congreghe molte loro opere, pertanto non ne possono disporre liberamente, e questo li rende un tantino nervosi perchè non le possono neanche pubblicare qui.
    Le licenze creative commons così come sono strutturate possono coprire ogni tipo di diritto, perché qui stiamo parlando del diritto dell'autore non di quello dell'esecutore, il quale ha solo il diritto o facoltà di farsi pagare le esibizioni.
    E i discografici qui non trovano niente di gratuito perché la maggior parte degli autori licenziano sotto clausola non commerciale, il che vuol dire che se vuoi distribuire la loro musica attraverso una struttura commerciale, o vuoi utilizzare la loro musica per fini commerciali, devi contattare l'autore e pagare quanto l'autore richiede.
    Qui c'è una apposita sezione pro in cui le realtà commerciali comprano i diritti di utilizzo delle opere.
    Mi pare tu faccia un pò di confusione fra caso personale e disciplina delle licenze Creative Commons, altrimenti non diresti che il diritto dell'autore non è tutelato.
    Quello che condiziona fortemente la musica Creative Commons è una sola cosa, e che spero si risolva quanto prima, ed è il fatto che siae agisce in regime di monopolio per la gestione dei diritti di autore, vale a dire che per legge nessuno può proporsi o oganizzarsi some entità preposta a collettare i diritti di autore.
    Quindi gli artisti Creative Commons hanno il grande problema di non potersi, attualmente, consorziare in uno o più organismi che gestiscano la raccolta e la redistribuzione dei diritti d'autore, possono solo gestirli individualmente, e questo è un obbrobrio legale e una palese violazione della libertà individuale in favore di un ente parassita di natura del tutto privata che tramite la propria potente lobby riesce a farsi elargire dallo stato prebende e contributi facendo lo slalom fra le leggi comunitare (e in barba alle medesime), che impediscono gli aiuti di stato alle aziende private.
    E' giacente in senato un disegno di legge per abbattere questo monopolio, qui preghiamo tutti i santi giorni che venga discusso e approvato presto.
    Perchè sicuramente si formeranno cooperative di autori per la gestione in comune dei diritti d'autore.
    Inoltre c'è un aspetto non secondario che è ostico da capire per chi è fuori da Creative Commons. Creative Commons è una filosofia.
    Agli autori qui in Jamendo o almeno alla maggior parte di quelli che conosco, interessa che la loro musica sia ascoltata e diffusa.
    Ti dico questo perchè mi è capitato spessissimo di fare video e chiedere agli autori che pubblicano in BY-NC-ND, cioè non opere derivate, di utilizzare la loro musica e non ho mai trovato nessuno che abbia detto di no.
    Anzi, proprio perchè ogni autore della propria musica può fare quello che vuole sono nate collaborazioni, progetti congiunti, anche internazionali.
    Certamente questo non è il paradiso e alcuni autori sarebbero prontissimi a saltare il fosso se contattati da una majors, ma non sono così tanti.
    E se vai a vedere la sezione concerti ci sono moltissimi concerti di artisti CC, il che vuol dire che questo tipo di licenza non impedisce una gestione commerciale della musica, è solo una gestione diversa, i soldi te li prendi tu e non la siae che poi li da agli eredi della famiglia Bixio o all'orchestra Casadei.
    In conclusione io qui l'ho detto gentilmente, ma il comune sentire è che la siae prima si leva dalle scatole e meglio è, tutti sono li che osservano e aspettano di vedere quando ci sarà il botto. Perchè il botto ci sarà eccome!!!
    E' come le licenze opensource nel software, c'è voluto tempo, ma alla fine ce l'hanno fatta, linux torvald non mi pare che vada per stracci, ma molti autori musicisti finalmente possono avere a disposizione gli strumenti per registrare la loro musica gratuitamente o a un prezzo molto basso. E a loro volta mettono a disposizione gratuitamente le loro produzioni. E ricevano aiuto per le cose che loro non sanno fare, sia un video o una copertina, il tutto gratuitamente. E se uno ha la fortuna di piazzare i suoi CD allora i benefici sono a pioggia per tutti quelli che gli hanno dato una mano, così semplicemente, senza intermediari.
    Chiamasi diffusione della cultura e all'occasione collaborazione.

    powertoart said:
    Una corretta trattazione dell'argomento, parte innanzitutto da un presupposto essenziale: artista e autore non sono necessariamente la stessa persona; tutta la giurisprudenza in materia di copyright e/o copyleft non ha alcuna esitazione nel riconoscere questa importante dicotomia, assai ben più chiara a livello imprenditoriale, laddove un editore è convenzionalmente un co-amministratore di repertori, un editore di registrazioni (o produttore discografico che dir si voglia) un suo utilizzatore, aldilà del fatto che - come nel mio specifico caso - la maggior parte delle imprese tende a raccogliere entrambe le attività.

    Appunto sopra il lavoro di un autore ci mangiano troppe figure, lo scopo è snellire la faccenda. Un artista agli esordi o anche non troppo famoso non ce la fa a mantenere tutta sta gente, siae compresa. Ho letto che la promozione di un cd costa 50.000 euro, è una cifra fuori dal mondo, la promozione si fa andando a suonare live, non partecipando al grande fratello o andando a uno mattina, è così che funziona, è questo il lavoro dell'autore musicista, fare live, è li che poi si vendono i cd, è li che ci si fa conoscere.
    E se è vero che a tanti piace Gigi D'Alessio è altrettanto vero che ci sono tante persone che amano la musica vera, quella buona, quella fatta non come mestiere, ma come espressione di talento artistico.
    Un'altra cosa che differenzia la musica CC da quella commerciale, in genere l'autore CC, proprio perchè svincolato dall'ansia della produttività, può concedersi il lusso di comporre quello che sente e che ama. La musica ritorna ad essere arte e non prodoto usa e getta.
  • Simonr Aliprandi : Creative Commons: manuale operativo - Guida all'uso delle licenze e degli altri strumenti CC

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    in scaricamento gratuito (free download) versione PDF e in consultazione qui:

    http://www.aliprandi.org/manuale-cc/index.html

    chi invece desidera la copia cartecea lo può acquistare in libreria a 8 €

    Cosa c'è dentro a questo manuale completo e scritto con linguaggio piano e comprensibile. Ce lo dice l'autore:

    "Un manuale operativo che guida passo a passo gli artisti nel mondo delle licenze Creative Commons, le più famose e diffuse licenze di libera distribuzione per opere creative.
    Senza tralasciare utili chiarimenti di natura concettuale e terminologica, l'autore entra nei dettagli tecnici del funzionamento degli strumenti proposti dal progetto Creative Commons, così da renderli comprensibili anche per i totali neofiti.
    Un'opera fondamentale per tutti coloro che sono interessati al mondo dell'opencontent e del copyleft."


    Chi è Simone Aliprandi? Ce lo dice sempre lui:

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    "Sono un avvocato dedito ad attività di consulenza, formazione e ricerca nell'ambito del diritto d'autore e più in generale del diritto dell'ICT.
    Dal 2005 sono fondatore e responsabile del Progetto copyleft-italia.it e collaboro costantemente con alcune cattedre universitarie.
    Partecipo costantemente a convegni e tengo conferenze divulgative sui temi a me cari.
    Ho pubblicato alcuni libri, articoli e contenuti multimediali, rilasciando tutte le mie opere con licenze di tipo copyleft."

    Questo il suo sito dove potete trovare informazioni su progetti in corso e sulle novità del mondo Creative Commons:

    http://www.aliprandi.org/it

    Questo il sito di Copy-left Italia: http://www.copyleft-italia.it/

    E per chi non lo sapesse questo il suo album su Jamendo, perchè sì Simone è un Jamendiano:
    Appeso a un filo blu - Simone Aliprandi -
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    http://www.jamendo.com/it/album/16528

    Sul sito
    http://www.diago.it/filoblu/

    Trovate invece, oltre all'album anche il libro di scritti, poesie e immagini che accompagna l'album in libero download.
  • Non ostante se ne parli ormai da anni a me pare che ci sia ancora molta ignoranza in materia di C.C. e tutto ciò che vi è correlato; e passi che non ne sappiano nulla i bamboccetti che si scaricano il Gigidalessio col mulo pensando di essere alternativi andando invece solo contro la legge ma per niente controcorrente.
    Io rimango oltremodo allibito quando trovo artisti che magari sono anche bravi, che magari sanno anche fare bene il marketing sul proprio lavoro e poi mi pubblicano in C.C. su Jamendo (ma sicuramente accade anche altrove) i loro lavoro dichiarando per esteso cose del tipo:
    1) l'autore in questione è membro iscritto alla S.I.A.E. (ma una volta con l'iscrizione non si era tenuti a depositare tutti propri lavori? Son cambiate le regole in SIAE?)
    2) oppure addirittura che i brani dell'album sono tutti depositati alla S.I.A.E. a nome di tizio-caio; ma magari sono io che ho frainteso, forse hanno solo fatto il deposito di inedito senza essere iscritti e senza quindi dare il mandato sulla riscossione dei diritti ma credo che per evitare grane alla comunità C.C. su queste cose si dovrebbe essere un po' più chiari oppure non scrivere niente di tutto ciò (per trarne poi quale vantaggio non riesco a proprio a capirlo).
  • mhl said:
    l'autore in questione è membro iscritto alla S.I.A.E.

    Chi è iscritto alla siae non può stare in creative commons, ergo, men che meno pubblicare in Jamendo.
    Le opere degli iscritti siae ricadono di diritto nella sfera siae, sia che l'autore abbia provveduto o meno al deposito delle stesse.
    mhl said:
    oppure addirittura che i brani dell'album sono tutti depositati alla S.I.A.E. a nome di tizio-caio; ma magari sono io che ho frainteso, forse hanno solo fatto il deposito di inedito senza essere iscritti e senza quindi dare il mandato sulla riscossione dei diritti ma credo che per evitare grane alla comunità C.C. su queste cose si dovrebbe essere un po' più chiari oppure non scrivere niente di tutto ciò (per trarne poi quale vantaggio non riesco a proprio a capirlo).

    Tu dimmi dove stanno che si fanno togliere.
    Nessuno obbliga gli artisti a stare in siae, ma una volta che ci stanno si devono prendere il buono e il cattivo di quello che passa il convento.
    Se non ci vogliono stare hanno un'alternativa. Siae e licenze CC sono incompatibili e opposte anche come filosofia.
    Tante opere sono depositate in siae e morte li, siae si limita a mettere a disposizione un registro e a collettare i diritti di autore per gli utilizzi commerciali. Quello che spesso non sanno gli autori siae è che l'iscrizione non impediscono la cosa che più li terrorizza : il plagio. Ecco per il plagio la siae non può fare un accidente niente, il plagio e una violazione di legge e deve essere denunciata tramite l'ordinaria giurisdizione. Cioè devi fare causa e sicuramente siae non ti paga l'avvocato.
    Qui, come in tutte le piattaforme creatives commons, il plagio non autorizzato si risolve facilmente, si eliminano gli album che sono il risultato del plagio. Molto semplicemente, a semplice domanda dell'interessato.
  • Per caso tempo fa mi sono imbattuto in una frase di quel tipo e per curiosità avevo provato a fare una ricerca fugace per capire quanto fosse diffusa questa strana usanza ma non mi sono tenuto i link, comunque non dovrebbe essere difficile individuarli: prova a fare una ricerca tra gli artisti mettendo come chiave SIAE o S.I.A.E.
    Ad occhio e croce ti direi che un 70% ha scritto da qualche parte che odia la suddetta oppure che si è disassociato quindi tutto in regola, ma un 10% circa salterà fuori magari che è membro iscritto e un'altro 10% magari che ha depositato; tra il resto ci stanno quelli che mettono frasi sibilline che non dicono niente di chiaro e non si capisce a che titolo la nominano la monopolista italiana del copyright.
  • mhl said:
    Ad occhio e croce ti direi che un 70% ha scritto da qualche parte che odia la suddetta oppure che si è disassociato quindi tutto in regola,

    si è disassociato e nonostante questo la siae ancora non ha cancellato i brani dal registro per cui sono inagibili per tutti, autore compreso!!! Pensa te!!! e qui ce ne sono tantissimi in questa situazione.
  • Io sin dall'inizio della mia attività hobbystico musicale ho sempre ritenuto che fosse quasi oltre ad un piacere un "dovere" condividere la propria arte con tutti gratuitamente a prescindere dal valore economico/culturale/affettivo etc etc che si vuole dare alla medesima.Quando ho scoperto che potevo farlo attraverso l'utilizzo delle licenza creative commons in piena libertà ne sono stato veramente entusiasta.Non vi dico poi quando alcuni mesi fa attraverso il servizio "Safe creative" ho avuto anche modo di certificare elettronicamente a titolo gratuito che quel prodotto era stato da me creato senza dover ricorrere a nessuna iscrizione siae anche per tale situazione.Per finire e da considerare anche cosa gradita nella sezione pro di jamendo e senza dover modificare nulla di quanto già uplodato sui loro server,volendo si può, sempre mantenendo tutta la proprietà delle proprie arti,anche usufruire di ricavi economici da dividere con jamendo che fornisce servizi a terzi circa ad es sonorizzazioni web,pubblicità,documentari ed altre categorie simili,ed in qualsiasi momento si può decidere di rimuovere da tale programma commerciale la propria musica.Insomma mi sembra che vi siano tutti gli strumenti per far conoscere ed estendere tali servizi specie usufruendo della rete internet come fonte primaria di informazione :wink: Scusate se mi sono un po dilungato nel commento,ma trovavo interessante la discussione. Ovviamente su jamendo mi trovate con il nick pierecall
    http://www.jamendo.com/it/artist/pierecall
  • Volevo porre una domanda...è possibile vendere brani CC sul proprio sito web senza perdere i diritti? ...cioè una volta venduto il cd ad un tizio vengono ceduti a lui i diritti del brano?..magari gli passa per la testa di registrarlo alla siae..
  • Armando Valente said:
    una volta venduto il cd ad un tizio vengono ceduti a lui i diritti del brano?..magari gli passa per la testa di registrarlo alla siae..

    Ma neanche per idea i tuoi brani sono registrati in safecreative con tanto di data e licenza. se quello li registra alla siae è un ladro. Punto.
    Tu concedi i diritti che vuoi con le licenze CC. E quando vendi un cd vendi un supporto fisico con musica. Basta. Nient'altro. Poi a differenza della musica siae, chi lo compra lo può duplicare e regalare. Non vendere.
  • Ok ho messo proprio ora un link sul mio sito per scaricarlo in anteprima a solo 1 euro..mentre aspetto l'esito della moderazione :-)...la qualità è MP3 HIFI 195kb...questo è il link:

    http://arm84.altervista.org/album.html
  • Prima di postare domande su Creative Commons vedere questo.
    Chi ha fatto questo è molto più bravo di me a spiegare. :wink:

    http://www.creativecommons.it/ccitfiles/Diventa_creativo.mov

    http://www.creativecommons.it/DiventaCreativo
  • Ora, forse l'argomento è un po' OT in questo contesto ma vedendo che qui si fa spesso riferimento allo sfruttamento economico dei propri lavori licenziati in CC ecc., devo dire che: mentre mi è ormai abbastanza chiaro tutto quel che si può fare e quel che non si può in relazione alla SIAE, ancora mi rimane oscuro come vengano trattati fiscalmente eventuali ricavi da programmi commerciali tipo Jamendo_PRO ed eventualmente anche da contatti diretti artista-ascoltatore che si potrebbero creare per altri mezzi.
    Perché in Italia ovunque ti giri sembra sempre che bisogna pagare una tassa ancor prima di aver visto un guadagno qualunque attività uno si immagini di avviare (tralasciando ovviamente il ben noto fenomeno del sommerso) mentre qui si ha quasi la sensazione che possano anche piovere soldi a palate senza alcun obbligo da parte del ricevente di dichiarare niente.
    Ma sarà veramente così? Possibile che in rete non si riescano a trovare informazioni esaurienti sull'argomento? O sono solo io che non so cercare bene?