SIAE, CC, CopyZero, ENPALS, IMAIE, ...ecc.
  • Ciao Daniela,

    ho visionato il filmato "Diventa Creativo ".

    Che dire !..., semplice , chiaro e ben fatto!!.

    Inserisco volentieri il Link anche sul mio sito .....

    Ti disturberò in futuro per porti alcuni quesiti in merito ad alcuni miei lavori realizzati con la musica di Jamendo.com.

    Grazie ancora della tua presenza e disponibilità.

    Angelo DJ
  • Figurati Angelo io sono qui...a disposizione :bigsmile::bigsmile:
  • Ciao a tutti,

    mi chiamo Valerio e sono uno studente della SAE di Milano.
    Come argomento per la mia ricerca di tesi sto portando Creative Commons. Obiettivo del mio studio è verificare se esista una relazione tra le caratteristiche di chi utilizza CC e le tipologie di licenze adottate come evidenziato da uno studio di Minjeong Kim (2007), per ottenere queste informazioni ho realizzato un breve questionario

    Questo è il link:

    http://tinyurl.com/63g67oe


    Vi prego di aiutarmi in questo lavoro

    grazie mille,

    Valerio Celeste
  • Bello questo articolo di Radio Life Stile lo ricopio qui pari pari, l'originale è qui:
    http://www.radiolifestyle.it/come-together/diritti-dautore-siae-e-cc/


    ""Diritti d’autore, SIAE e Creative Commons
    Facciamo chiarezza!
    Cosa dice la SIAE

    Testo originale estratto da www.siae.it

    Perché depositare le opere

    La legge tutela le opere dell’ingegno per il solo fatto della loro creazione, indipendentemente da qualsiasi formalità di deposito e di registrazione; sono escluse dalla protezione le semplici idee.

    In base all’art.103 della Legge sul Diritto Autore è possibile effettuare il deposito e la registrazione delle opere pubblicate – ad eccezione dei programmi per elaboratore – presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali mentre i programmi per elaboratore già pubblicati possono essere depositati presso la Direzione Generale della SIAE – Sezione OLAF, che cura la tenuta di un apposito Registro pubblico.

    Le opere non pubblicate sono, quindi, maggiormente esposte al plagio. Per utilità degli interessati, pertanto, la SIAE ha istituito il servizio di deposito delle opere inedite, di cui può fruire anche chi non sia associato alla Società ed i cittadini stranieri. Attraverso tale servizio, chi deposita ottiene una prova dell’esistenza dell’opera con data certa, che è quella del suo deposito alla SIAE.

    Il deposito vale per cinque anni e può essere rinnovato alla scadenza per un uguale periodo.

    Se, alla scadenza dei cinque anni, il depositante non ritira l’opera o non rinnova il deposito, la SIAE si riterrà autorizzata alla distruzione dell’opera stessa.

    La SIAE custodisce nei propri archivi le opere inedite depositate, chiuse in buste sigillate e rilascia al depositante un attestato con il numero di repertorio assegnato al deposito.

    Il deposito non dà alcun diritto per acquisire la qualità di associato alla SIAE o per la tutela dell’opera da parte della Società, che non ha alcun compito di lettura, giudizio o collocamento del lavoro depositato, né alcuna responsabilità per eventuali plagi o utilizzazioni illecite.

    Possono essere depositati: romanzi, canzoni, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti, opere audiovisive, software, banche dati, opere grafiche e, in generale, esemplari di opere dell’ingegno. E’ accettato ogni genere di supporto: carta, floppy disk, cassetta o CD audio, CD-ROM, DVD, videocassetta, nastro magnetico, ecc.
    Come tutelare le opere

    L’autore o il suo avente causa può esercitare personalmente i diritti riconosciuti dalla Legge, oppure affidarne la tutela alla Società Italiana degli Autori e degli Editori (art. 180 della Legge 22/4/1941, n.633) con un rapporto che può essere:

    di “associazione”, se si tratta di autori, editori, concessionari etc. italiani o di paesi membri dell’Unione Europea: versamenti autori, versamenti editori, etc.
    di “mandato” se si tratta, invece, di autori, editori, concessionari etc che hanno la cittadinanza o la nazionalità di un Paese non aderente all’Unione Europea, ovvero di eredi di aventi diritto: versamenti autori, versamenti eredi, versamenti editori, etc.
    di “mandato” se si tratta di autori, editori, concessionari etc che, pur in possesso dei requisiti previsti per l’associazione, non intendono instaurare il rapporto associativo: versamenti autori, versamenti editori, etc.
    Mandato gratuito per autori minorenni: i minori di 18 anni possono iscriversi gratuitamente alla SIAE, tramite un mandato che prevede il pagamento di soli xxxxx euro (versamenti autori) per l’imposta di bollo. In tal modo possono affidare in tutela alla Società le loro opere, depositandole presso le Sezioni: Musica, Cinema, Opere Drammatiche e Radiotelevisive, Opere letterarie e Arti Visive. Anche gli autori minorenni già associati possono optare per il mandato gratuito alle stesse condizioni. Questa forma di iscrizione è valida fino al 31 dicembre dell’anno in cui il minore compie la maggiore età. Per informazioni rivolgersi al Servizio Associati e Mandanti, via e-mail (Sam.autori@siae.it) o fax (0659902058).

    Chi abbia i requisiti per il riconoscimento della qualità di “associato”, se lo desidera, può optare per quella di “mandante”. Solo agli “associati” è attribuito il diritto di elettorato attivo (votare) e passivo (candidarsi e votare) per la costituzione degli Organi Sociali.

    Nelle pagine relative a ciascun genere delle opere indicate a fianco, sono precisate le procedure da seguire per associarsi o per conferire il mandato.
    Dimissioni

    Ai sensi dell’art. 2, comma 4, lett. b), dello Statuto della SIAE, per interrompere il rapporto associativo – che altrimenti si rinnova tacitamente – è necessario far pervenire per iscritto la richiesta di dimissioni almeno tre mesi prima della scadenza annuale della propria associazione.

    La richiesta di dimissioni, debitamente firmata, può essere inoltrata al competente Servizio Associati e Mandanti tramite:

    Posta ordinaria (Servizio Associati e Mandanti – SIAE – V.le della letteratura, 30 – 00144 Roma) con allegata fotocopia di un valido documento di identità;
    Fax (06.59902058) con allegata fotocopia di un valido documento di identità;
    e-mail (sam.segreteria@siae.it) con allegata richiesta con firma digitale certificata;
    e-mail (sam.segreteria@siae.it) con allegata la scansione della richiesta firmata e di un valido documento di identità.

    Si ricorda che l’Associato è tenuto, fino alla cessazione del rapporto associativo, al pagamento dei contributi annui dovuti (Regolamento Generale, art. 17, c. 1).

    Diritto d’Autore

    Cos’è il diritto d’autore?

    La legge speciale 22 aprile 1941, n. 633 istituisce la tutela delle opere dell’ingegno di carattere creativo, che appartengano alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, al cinema. La tutela consiste in una serie di diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera (diritti patrimoniali dell’autore) e di diritti morali a tutela della personalità dell’autore, che nel loro complesso costituiscono il “diritto d’autore”.

    Quali sono i diritti morali?

    I diritti morali sono assicurati dalla legge a difesa della personalità dell’autore e si conservano anche dopo la cessione dei diritti di utilizzazione economica. Essi non sono soggetti a termini legali di tutela.

    I principali diritti morali sono:

    il diritto alla paternità dell’opera (cioè il diritto di rivendicare la propria qualità di autore dell’opera);
    il diritto all’integrità dell’opera (cioè il diritto di opporsi a qualsiasi deformazione o modifica dell’opera che possa danneggiare la reputazione dell’autore);
    il diritto di pubblicazione (cioè il diritto di decidere se pubblicare o meno l’opera).

    Quali sono i diritti di utilizzazione economica?

    I principali diritti di utilizzazione economica dell’opera sono:

    diritto di riproduzione: cioè il diritto di effettuare la moltiplicazione in copie dell’opera con qualsiasi mezzo;
    diritto di esecuzione, rappresentazione, recitazione o lettura pubblica dell’opera: cioè il diritto di presentare l’ opera al pubblico nelle varie forme di comunicazione sopra specificate;
    diritto di diffusione: cioè il diritto di effettuare la diffusione dell’opera a distanza (mediante radio, televisione, via satellite o via cavo, su reti telematiche, ecc.);
    diritto di distribuzione, cioè il diritto di porre in commercio l’opera;
    diritto di elaborazione, cioè il diritto di apportare modifiche all’opera originale , di trasformarla, adattarla, ridurla ecc..

    Tutti questi diritti permettono all’autore di autorizzare o meno l’utilizzo della sua opera e trarne i benefici economici.

    Quando nasce il diritto d’autore? Ci sono delle formalità da seguire?

    Non c’è nessuna formalità amministrativa da seguire per ottenere il riconoscimento dei diritti d’ autore sull’ opera. Il diritto d’autore nasce automaticamente con la creazione dell’opera.

    Chi è il titolare dei diritti?

    Il titolare dei diritti d’autore è, in via originaria, l’autore in quanto creatore dell’opera (oppure, nel caso di opere in collaborazione, i coautori).

    I diritti patrimoniali possono poi essere acquistati, alienati o trasmessi in tutte le forme e modi consentiti dalla legge.

    Quanto dura la tutela economica dell’opera?

    I diritti di utilizzazione economica durano per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dopo la sua morte. Trascorso tale periodo l’opera cade in pubblico dominio. Nel caso di opere in collaborazione il termine si calcola con riferimento al coautore che muore per ultimo.

    E’ libera l’utilizzazione di un’opera caduta in pubblico dominio?

    L’opera caduta in pubblico dominio è liberamente utilizzabile senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per diritto d’autore. Ciò purché si tratti dell’opera originale e non di una sua elaborazione protetta.

    In che consiste l’attività della SIAE nell’ambito del diritto d’autore?

    La funzione istituzionale della SIAE consiste nell’attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore. La SIAE concede, quindi, le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere protette, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano. Svolge la propria attività in Italia, servendosi dei propri uffici e, all’estero, attraverso le Società d’autori straniere con le quali ha stipulato accordi di rappresentanza.

    E’ obbligatorio aderire alla SIAE?

    Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione specializzata e capillare è indispensabile.

    In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. L’ autore può comunque scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri.

    L’autore che aderisca alla SIAE, deve sempre avvalersi della sua intermediazione?

    Dal momento in cui l’autore aderisce alla SIAE, si avvale della sua intermediazione per le utilizzazioni affidate alla sua tutela. Se interpellato direttamente, dovrà indirizzare alla SIAE gli utilizzatori per il rilascio delle autorizzazioni. L’autore non può concedere direttamente le autorizzazioni, non può rinunciare ai diritti e non può accordare riduzioni. Tutto ciò nell’interesse diretto dell’autore che, attraverso la gestione collettiva dei diritti, è garantito nei confronti degli utilizzatori, ai quali è assicurata la trasparenza di trattamento e la univocità di condizioni.

    Cosa sono i “diritti connessi” al diritto d’ autore ?

    I “diritti connessi” al diritto d’ autore sono quei diritti che la legge riconosce non all’ autore di un ‘opera, ma ad altri soggetti comunque collegati o affini (si veda al riguardo il Titolo II della legge speciale 633/1941). I diritti connessi più importanti sono quelli riconosciuti agli artisti interpreti ed esecutori, quelli che spettano ai produttori di dischi fonografici o supporti analoghi, quelli dei produttori di opere cinematografiche o audiovisive e quelli riconosciuti alle emittenti radiofoniche e televisive

    Altri diritti connessi, con forme di tutela più debole rispetto al diritto d’ autore, sono poi riconosciuti agli autori (o agli editori) in relazione a creazioni che non costituiscono vere e proprie “opere dell’ ingegno”: è il caso dei diritti sulle fotografie, sui bozzetti di scene teatrali, sulle edizioni critiche di opere di dominio pubblico, sugli inediti pubblicati dopo la scadenza del termine di tutela del diritto d’ autore ecc.

    ________________________________________________________________________

    di Orazio Leotta

    Diritti d’autore, Creative Commons e SIAE
    Normative e chiarimenti

    Sempre più gente si affaccia nel mondo della rete a condividere propri pensieri e creazioni tramite un blog o social network come Facebook. Per questo, più che mai, c’è una forte esigenza di capire quali sono i diritti garantiti a chi crea e condivide una propria opera e quali mezzi ha per tutelare la sua diffusione o copia.

    E’ diffusa opinione in rete che qualsiasi contenuto sia liberamente utilizzabile senza il consenso dell’autore, facendosi forza dell’idea che Internet è libera e non ha leggi o che magari essendo i server su territorio straniero si possa sfuggire alla legislazione italiana. Mito assolutamente falso.

    Allo stesso modo, si ritiene che le Creative Commons servano a proteggere i diritti dell’autore. Anche questo dovuto a confusione.

    Per concludere, mito popolarissimo anche fuori dalla rete: per tutelare i propri diritti un autore deve registrare le proprie opere presso la SIAE. Non è così.

    Vediamo di far chiarezza sull’argomento.

    I diritti d’autore

    Secondo la Costituzione Italiana, qualsiasi opera nata dalla creatività di un individuo o di una collettività e diffusa tramite qualsiasi mezzo di comunicazione è automaticamente protetta da diritti d’autore. Nel momento in cui l’autore la crea ne detiene automaticamente i diritti. E’ un principio espresso dalla Legge 633 del 22 aprile 1941 (e successive modifiche):

    Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399.

    Per entrare nel particolare, la suddetta legge tutela:

    1) le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;

    2) le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;

    3) le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;

    4) le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia, anche se applicata all’industria, sempre che il loro valore artistico sia scindibile dal carattere industriale del prodotto al quale sono associate;

    5) i disegni e le opere dell’architettura;

    6) le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempre che non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del capo quinto del titolo secondo;

    7) le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del capo V del titolo II ;

    Ma anche:

    3. Le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine letterario, scientifico, didattico, religioso, politico od artistico, quali le enciclopedie, i dizionari, le antologie, le riviste e i giornali, sono protette come opere originali indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti di autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte.

    4. Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell’opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell’opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.

    La legge si esprime chiaramente su chi detiene i diritti d’autore dell’opera:

    6. Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

    7. E’ considerato autore dell’opera collettiva chi organizza e dirige la creazione dell’opera stessa. E’ considerato autore delle elaborazioni l’elaboratore, nei limiti del suo lavoro.

    8. E’ reputato autore dell’opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale nelle forme d’uso, ovvero, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radio-diffusione dell’opera stessa. Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d’arte, la sigla o il segno convenzionale, che siano notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero.

    9. Chi abbia rappresentato, eseguito o comunque pubblicato un’opera anonima, o pseudonima, è ammesso a far valere i diritti dell’autore, finché non sia rivelato. Questa disposizione non si applica allorché si tratti degli pseudonimi indicati nel secondo comma dell’articolo precedente.

    Quindi chi ha creato l’opera ne detiene i diritti. I punti 8 e 9 addirittura evidenziano che anche in caso di utilizzo di uno pseudonimo o di anonimato, l’autore è sempre e comunque tutelato dalla legge. Vediamo quali sono esattamente i diritti di cui gode l’autore:

    12. L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera. Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo originale, o derivato, nei limiti fissati da questa legge.

    17. 1. Il diritto esclusivo di distribuzione ha per oggetto il diritto di mettere in commercio, di porre in circolazione o comunque a disposizione del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, l’opera o gli esemplari di essa e comprende, altresì, il diritto esclusivo di introdurre, a fini di distribuzione, nel territorio degli Stati dell’Unione europea le riproduzioni fatte negli Stati extracomunitari.

    Rimando alla lettura del testo completo chi volesse approfondire ulteriormente le varie casistiche, ma già i punti che ho evidenziato mettono in chiaro che chi crea un’opera è l’unico che può esercitare il diritto di diffonderla, di sfruttarla commercialmente, o di crearne opere derivate (comprese traduzioni), indipendentemente dalla forma di espressione (scrittura, fotografia, pittura, musica) e dai mezzi di diffusione usati.

    I diritti d’autore sono disciplinati anche dal Titolo IX del Libro Quinto del Codice Civile.

    Quindi, se voi avete creato l’opera, voi siete gli unici a detenerne i diritti e a poterla diffondere o modificare. Questo vale anche per gli articoli pubblicati in un blog, in un social network, o qualsiasi sito su Internet.
    Le Creative Commons

    Internet è nata per condividere e riutilizzare le conoscenze degli altri. L’autore, essendo l’unico che detiene i diritti sull’opera, può (solamente lui) autorizzare l’utilizzo delle proprie opere, magari imponendo certe condizioni. Per esempio, potrebbe starvi bene che altri possano copiare per intero il vostro articolo a patto che ci sia un riferimento all’autore originale. Oppure potreste decidere che l’opera che avete creato può essere utilizzata liberamente ma non a scopo commerciale. O che sia liberamente utilizzabile da tutti e per qualsiasi scopo (pubblico dominio).

    Visto che queste condizioni vanno espresse esplicitamente (altrimenti chi utilizza le vostre opere ha automaticamente violato i diritti d’autore), è diventato comodo creare delle licenze standard in cui si autorizzano certi utilizzi o meno delle creazioni.

    Le Creative Commons (che potremmo tradurre in “Beni creativi comuni”) servono proprio a questo: forniscono degli schemi che vi aiutano a riassumere le modalità con cui permettete ad altri di utilizzare le vostre creazioni. La pagina principale di Creative Commons Italia riassume chiaramente il concetto:

    Le licenze Creative Commons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservati”.

    Quindi dei modelli da seguire per condividere le proprie opere in maniera ampia (leggete anche “lasciando ad altri la libertà di diffonderle o rielaborarle”) tenendo per sé solo una parte dei diritti.

    Per fare un esempio pratico, invece di scrivere:

    1. siete liberi di diffondere la mia creazione a patto di indicarne l’autore

    2. non potete utilizzare la mia opera per scopi commerciali

    3. non potete diffondere versioni modificate o derivazioni della mia opera

    posso riassumere il tutto esponendo questo simbolo:

    Dove le tre icone (con le tre sigle sotto) riassumono perfettamente quello che ho scritto, e cliccandoci sopra si hanno maggiori chiarimenti sulle condizioni di utilizzo.

    Le Creative Commons non servono a proteggere i diritti degli autori, come comunemente si crede, ma viceversa servono all’autore per rendere esplicite (in maniera semplice) le condizioni di utilizzo delle proprie opere.

    Se non utilizzate le Creative Commons, e non indicate diversamente nel vostro sito/blog, vale il precedente paragrafo sulla Legge 633/41: siete solo voi a detenere i diritti delle vostre opere.
    La SIAE

    La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è un ente pubblico a base associativa, che serve a fare da tramite tra gli autori dell’opera e i suoi utilizzatori. Per riassume perfettamente lo scopo dell’ente:

    1. concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell’interesse degli aventi diritto

    2. percepire i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni

    3. ripartire i proventi tra gli aventi diritto.

    Quindi registrare un’opera presso la SIAE significa delegare l’ente a sfruttarla o diffonderla, richiedendo e percependo eventuale introiti da dare a voi. Attenzione però: registrare un’opera alla SIAE significa non poterla poi distribuire liberamente. Quindi Creative Commons e SIAE, per esempio, sono incompatibili. Voi potete anche decidere di non registrare l’opera alla SIAE e di sfruttarla commercialmente in proprio, ma non per questo il vostro diritto come autore è meno tutelato.
    ___________________________________________________"
  • Audite! Audite!
    Queste sono notizie che fa piacere diffondere.
    Il quotidiano Repubblica ha dedidcato un articolo alla realtà Copyleft italiana.

    Se la musica è indipendente
    le netlabel vivono senza Siae
    Si autoproducono, sono slegate dai vincoli che regolano il mercato delle major e delle indies, distribuiscono le opere degli artisti sul web con Creative Commons o con chiavette usb. Viaggio nell'universo della musica online che vive e si sviluppa grazie ai circuiti alternativi
    di ARTURO DI CORINTO

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/04/06/news/pirateria_musicale_stime_false-14489149/

    Non lo posso copiare tutto perchè l'articolo è ovviamente.........copyright!!! :jumping:
  • Salve,
    mi son o iscritto un minuto fa a jamendo dal momento che meglio di altri questo forum smbra dare indicazioni nella jungla dei diritti musicali. E spero che la risposta al dubbio che sto per esporre non sia quella che temo. E cioe' che ogni forma di certificazione della paternita' di un opera alternativa alla siae (CC, Copyzero, ecc) sia utile solo ai nuovi autori.
    Dunque, sono iscritto SIAE da 7 anni, dunque prima che fossero istituiti i cc, Copyzero, ecc e al solo scopo di avere una data ufficiale sulle mie opere.
    Mi piacerebbe rescindere il contratto SIAE per passare ad es a copyzero. Ammesso che io lo faccia, la data di creazione diventerebbe quella odierna, e dunque chiunque avesse plagiato e depositato il mio brano in questi 7 anni ne risulterebbe l autore. Mi sbaglio? Alla luce di questo:

    1. che incentivo avrebbero gli iscritti SIAE a passare ai CC o Copyzero o altri? A meno che la ricevutina che la siae rilascia non valga anche dopo la rescissione.

    2. Come posso mettere i miei pezzi su iTunes, Tunecore, ecc senza avere grane con la siae?

    grazie anticipatamente per l attenzione
  • Link utili:
    Sportello Liberius consulenza e supporto ad artisti CC (chi non è CC paga) avvocati ed esperti web.
    http://liberius.org
    indovinate chi l'ha fondato? L'amico Simone Aliprandi reduce da poichi giorni da un periodo di studio presso Creative Commons in America. Bentornato Simone.:bigsmile: sta anche qui, Avvocato-musicista: http://www.jamendo.com/it/user/aliprandi

    Ancora di Simone un manuale sulle licenze CC:
    Creative Commons: manuale operativo - Guida all'uso delle licenze e degli altri strumenti CC
    da scaricare e tenere sul comodino: http://www.aliprandi.org/manuale-cc/
    pagina di scaricamento: http://www.aliprandi.org/manuale-cc/aliprandi-manualeCC.pdf

    Video che spiega il concetto di copyleft e le licenze Creative Commons http://www.creativecommons.it/DiventaCreativo
    a cura di Creative commons Italia.

    Copy Left- Italia, informazioni su cosa è CopyLeft (il concetto è Creative Commons)
    http://www.copyleft-italia.it/

    Movimento Copy Zero rilascia le marche temporali che hanno valore legale per dare data certa alle opere.
    http://www.costozero.org/wai/copyzero.html la marca temporale costa 0.36 cent.

    Safecreative organizzazione internazionale nata in spagna che gestisce un registro pubblico dei diritti sulle opere ivi registrate, è disponibile anche il servizio di firma digitale http://www.safecreative.org/
    I servizi di base sono gratuiti, altri servizi a pagamento (modesto) di un canone annuo, per fare un esempio il programma completo, comprensivo di consulenza legale e contrattuale, sono 64 eur l'anno.
  • Approfitto della tue domande e "copioincollo" qui una nota che ho fatto in FB frutto di una bella discussione con Eva Milan, è un brevissimo riassunto della differenza tra CC e Siae.
    Una premessa. Contro il plagio è la legge che ti protegge, la dove afferma che la paternità dell'opera dell'ingegno appena nata è tutelata dalla legge e ove non previsto diversamente si intende che tutti i diritti sono riservati all'autore.

    <<La gestione dei diritti economici d'autore in CC e Copyleft. Niente di tecnico giusto un paio di riflessioni.<br />pubblicata da Daniela Vivarelli il giorno martedì 5 aprile 2011 alle ore 18.05

    Ci sono musicisti che preferiscono far gestire i propri diritti alla Siae e la Siae li gestisce in modo standardizzato "tutti i diritti riservati" e non potrebbe fare diversamente, ha tanti iscritti. Ti offre un servizio chiavi in mano, prendere o lasciare. La legge stessa dice che ove non previsto diversamente, qualsiasi opera dell'ingegno nasce con tutti i diritti riservati, sta all'autore poi dire quali si riserva in via esclusiva e quali condivide o mette a disposizione.

    Ed ecco che arrivano le licenze Copyleft, che ti forniscono gli strumenti per comunicare agli altri quali diritti tu concedi a loro. Quindi vengano a colmare un vuoto, il vuoto che sta fra "tutti i diritti riservati" e il "pubblico dominio" articolando una serie di licenze e di grafica che le rappresenta, e di immediata comprensione visiva.

    Detto questo, che la siae si un carrozzone ostaggio dei discografici questo è ovvio.

    Che sia illegittimo che detenga l'esclusiva della colletta dei diritti d'autore è altrettanto ingiusto.

    Ecco perchè urge che la legge che toglie il monopolio dell'intermediazione dei diritti d'autore alla Siae sia approvata rapidamente.

    La gestione di diritti d'autore in copyleft è un pò diversa da quella siae. Il diritto d'autore in CC sta ricompreso nel compenso dell'artista, che sia un live o un disco o una composizione su commissione. Qui non c'è bisogno di intermediazione.

    Invece è nei rapporti con i media che la cosa è tutta da inventare, che sarebbe necessario concedere la possibilità agli artisti di organizzarsi in cooperative o organizzazioni o etichette, non fissare un compenso a passaggio, ma un compenso tipo canone annuo di abbonamento per un gruppo di artisti.

    In CC non possiamo pensare come in Siae, dobbiamo pensare diversamente, cioè in maniera da semplificare la vita agli artisti e a chi usa la musica. Quindi se una cooperativa fissa un canone annuo per una radio per tutti i suoi artisti, che poi la radio li passi tutti o uno o nessuno quelli sono fatti suoi, ha comunque pagato per tutti. Non so se rendo l'idea, ma fino a che non si sblocca questa legge che toglie il monopolio della gestione dei diritti d'autore, gli artisti CC stanno in un limbo e niente cooperative, niente organizzazioni, niente associazionismo, e le radio non mandano in onda artisti CC a meno che non siano a loro volta radio CC.

    E' un problema gestire 300 artisti CC per una radio e contrattare singolarmente con loro, può farlo per una decina che ritiene interessanti, ma non per molti.

    Quindi, ripeto, ci vuole la legge che annulli il monopolio Siae.

    Quella legge non è male, riporta la siae ai suoi compiti istituzionali e rende privato il settore della colletta, come è giusto che sia. La siae subisce una drastica cura dimagrante e si occupa solo di riscuotere i balzelli dello Stato.

    La colletta diventa un fatto del tutto privato anche se tenuto sotto sorveglianza dello Stato, come qualisiasi iniziativa privata che si occupa di riscossioni da privati e riparto, in questo caso artisti.

    Insomma tanto per rendere l'idea, come funzionano le casse di previdenza private dei professionisti e l'inps. Che non sono in concorrenza sono solo diverse. >>
  • Grazie mille dei link, spero di trovare li le risposte.
    Quanto costa una consulenza su Liberius?

    Grazie
  • Tadd Euro said:
    Se sono iscritto siae e mi metto per strada a schitarrare i miei brani e passa il controllo siae sono soggetto al pagamento dei diritti pur essendo l'autore!!!!

    Che tu li schitarri per strada, o alla festa dell'Unità, o al Sistina o alla festa dell'uva, se sei siae paghi come un grande. :tongue:
    Dura lex sed lex.
    Quindi conviene schitarrare i brani in pubblico dominio o quelli CC :bigsmile:
  • Paradosso siae ...
    Se sono iscritto siae e mi metto per strada a schitarrare i miei brani e passa il controllo siae sono soggetto al pagamento dei diritti pur essendo l'autore!!!! ... ma vi sembra logico? (Vabbè che siamo in italia ed è praticamente impossibile che succeda una cosa del genere ... ma in teoria è così)

    ... preferisco la libertà assoluta del CC e del copyleft!
  • Salve a tutti,

    scusate ma non posso fare a meno di esprimere il mio personale "Grazie " a Daniela per la sua disponibilità ed alto profilo tecnico delle sue risposte!.

    Grazie Dani ! :shades:.


    ANGELO DJ

    P.S.: ...qualche settimana fa avevo promesso di " disturbarti " a proposito di alcuni miei dubbi sul mondo della musica e CC . Non me ne sono dimenticato.....!!. Purtroppo non si vive di sola Creative Commons ! ( ..purtroppo !!) . A presto.........
  • Angelo DJ said:
    Purtroppo non si vive di sola Creative Commons

    Dillo a me !!! Magari fosse così!!! :bigsmile:
    Angelo DJ said:
    Grazie Dani !

    Grazie a te Angelo, lo faccio volentieri tutto questo e mi diverto anche.
    Fra l'altro stavo pensando di riassumere in un manualetto senza pretese, poche paginette schematiche, le linee principali delle licenze CC per due usi.
    Uno: per una primissima infarinatura sommaria, da approfondire poi con il manuale molto completo di Simone Aliprandi (è gratuito).
    Due: perchè a volte capita agli artisti di dover spiegare in interviste o al pubblico cosa è creative commons e rimangono un pò perplessi per non dire impacciati.
    Non tutti ne conoscono la storia e spesso le considerano un arma contro la siae. Non è così, ricordarsi sempre che sono nate in America a cura di un avvocato.
    Ma non abbiate fretta :cool:
  • Per chi è interessato, legga l'articolo 11 del regolamento SIAE:
    http://www.siae.it/documents/BG_Normativa_Regolamentogenerale13-6-07.pdf?514797
    Utilizzazioni on line.
    Qui il modello da scaricare, compilare e inviare alla siae per escludere il mandato SIAE per le utilizzazioni on line.
    http://www.siae.it/documents/Sis_modello_utilizzazionionline.pdf?984157
  • Sperando che possa essere utile ai vari artisti che frequentano Jamendo, volevo proporvi un nuovo servizio estremamente semplice e veloce per l'apposizione della data certa alle vostre opere:

    easytimestamping.com

    Le marche temporali emesse da easytimestamping sono opponibili a terzi, quindi equivalenti ad un deposito siae o ad un timbro postale. :)
  • Ciao a tutti!
    Purtroppo questa concetto di brani registrati SIAE o meno continua a non essere molto chiaro ad alcune persone .. visto che io dopo aver compilato un borderò siae di musica CC mi son trovato con la siae che mi contestava alcuni autori .. e mi chiedeva quindi dei soldi!.
    Uno di questi, dopo averlo contattato personalmente, ha pure cercato di sostenere la sua posizione dicendo che in siae aveva registrato solo alcuni brani e che a loro glielo aveva spiegato :-) ... e continua a pubblicar album su Jamendo. Consiglio quindi a chi volesse utilizzar musica di Jamendo di fare un controllino qui http://operemusicali.siae.it/OpereMusicali/musicaSearch.do?metodo=view prima ..
    Mi chiedo poi a cosa serva la moderazione di Jamendo, visto che vi sono pure pseudo-artisti che caricano raccolte di brani di altri autori (non CC) magari simpaticamente mixati in un DJ set .... e ti vendono pure il diritto all'uso commerciale!!! Non credo che Mark Farina lo scoprisse sarebbe felicissimo ...
  • Giusto perchè ci si renda conto del livello, estrapolo dei passaggi dalla mail dell'autore in questione:
    "Quindi, come ripeto ormai da molto tempo, partendo dal presupposto che l'unico proprietario delle opere pubblicate sia su Jamendo sia su i miei blog sono io, tutto il resto è relativo, considerando che in qualsiasi momento posso ritirare tutte le mie composizioni dall’essere condivise, inoltre il mio catalogo è diviso i due settori, uno depositato in SIAE, l'altro pubblicato su JAMENDO, quindi non vedo il problema..... se qualcuno ha bisogno di ulteriori chiarimenti in merito alla spazio del proprio diritto, io sono sempre a disposizione......."

    "Come ho sempre dichiarato, dal 2007, ai vari "attori" principali di Jamendo, del fatto che non avrei mai dato la liberatoria a commercializzare le mie opere, quindi non riceverò mai introiti provenienti da pubblicità, spot televisivi, colonne sonore per documentari, film e tutto ciò che riguarda la commercializzazione, in quanto iscritto alla SIAE (già da diversi anni), ma avrei scelto solo il fatto di dare l'opportunità, a tutti coloro che lo ritenessero artisticamente utile, di scaricare gratuitamente le mie opere. Da quest’assunto mi permetto di definire lo spazio dedicato ai diritti, ovverosia, le mie opere sono le mie, e non della SIAE, che cura in nome proprio e per conto e negli interessi dei propri associati e mandanti, di licenze e autorizzazioni per utilizzazione economica di opere protette, quindi io, quale unico proprietario delle mie opere, delego, versando annualmente una quota associativa, la SIAE a tutelarmi qualora si evidenziasse l'esigenza"

    "Grazie di nuovo, ma ripeto spesso che delegare non significa donare il proprio diritto ad altri anche se in questo caso si tratta di SIAE, inoltre, come ho già dichiarato a "JAMENDO", ho diviso il mio catalogo in due settori, quindi non vedo il problema. "

    BEH .. lui non lo vede, ma io il problema l'ho visto!
  • A quanto pare dai discorsi che riporti quell'autore avrebbe già discusso la cosa con il team di Jamendo e se Jamendo non ha deciso di estrometterlo dovrebbe voler dire che la cosa è possibile...
    In effetti ricordo che c'era allo studio la possibilità per gli iscritti SIAE di poter escludere dalla tutela alcune delle loro opere ma al momento non so che fine abbia fatto questa proposta;
    ma visto che gli ispettori SIAE ti hanno contestato il diritto di eseguire pubblicamente aggratis le opere di quell'autore suppongo che a tutt'oggi ciò non sia ancora possibile, oppure che ti sono capitati degli ispettori SIAE non aggiornati sui regolamenti che riguardano il loro lavoro
    :confused:
  • cyberdread said:
    Giusto perchè ci si renda conto del livello, estrapolo dei passaggi dalla mail dell'autore in questione:
    "Quindi, come ripeto ormai da molto tempo, partendo dal presupposto che l'unico proprietario delle opere pubblicate sia su Jamendo sia su i miei blog sono io, tutto il resto è relativo, considerando che in qualsiasi momento posso ritirare tutte le mie composizioni dall’essere condivise, inoltre il mio catalogo è diviso i due settori, uno depositato in SIAE, l'altro pubblicato su JAMENDO, quindi non vedo il problema..... se qualcuno ha bisogno di ulteriori chiarimenti in merito alla spazio del proprio diritto, io sono sempre a disposizione......."

    BALLE!!!
    Questa è la pervicace ignoranza di molti artisti siae circa il rapporto che li lega a quell'ente.
    Questo tizio è sicuramete titolare del diritto morale d'autore, ma al momento che si iscrive in siae, rinuncia al diritto economico lasciando la gestione economica alla siae di tutte le sue opere passate presenti e future. Affermare il contrario è un imbroglio. Quello con siae è un contratto firmato e quindi deve essere rispettato o rescisso. Infatti nessuno e meno che meno siae impedisce agli autori di andarsene.
    On line c'è il catalogo delle opere coperte da diritti siae e di altre società di gestione con cui siae collabora (in pratica le maggiori del mondo sgae, sacem ecc) in genere va per eccesso, nel senso che se un'opera è protetta, sicuramente è iscritta, invece ci mettono un pò di tempo a cancellare le opere cadute in pubblico dominio oppure gli autori che si sono cancellati. La cosa migliore in caso di dubbio, ovvero se il repertorio dice una cosa e l'artista un'altra è contattare direttamente per mail l'urp siae.
    A me è successo con G. Gershwin, molte delle sue opere sono in pubblico dominio, ma ancora iscrite, ma con quote di proprietà tutte a zero (fonte siae) quindi praticamente utilizzabili, saranno cancellate al prossimo aggiornamento (a sapere quando è........:tongue: ).
    Altri autori qui su jamendo sono disinscritti, ma ancora le loro opere non sono state cancellate dal repertorio.
    Comunque è possibile, facendo una comunicazione a siae (questo da quando è in vigore il nuovo regolamento) sottrarre a siae la parte di gestione delle opere sul web e per la telefonia. Ma prima bisogna fare la comunicazione alla siae circa un paio di mesi prima del rinnovo dell'adesione, c'è un modulo apposito da riempire. Accettata la richiesta tutte le opere di quell'autore sono gestite direttamente dall'autore per il web e per la telefonia. Ma solo su queste due modalità, il rimanente rimane invariato.
    Dovrebbe uscire (anche questo a sapere quando...) il catologo delle opere gestite direttamente dall'autore sul web.
  • coriandolo said:
    Comunque è possibile, facendo una comunicazione a siae (questo da quando è in vigore il nuovo regolamento) sottrarre a siae la parte di gestione delle opere sul web e per la telefonia. Ma prima bisogna fare la comunicazione alla siae circa un paio di mesi prima del rinnovo dell'adesione, c'è un modulo apposito da riempire. Accettata la richiesta tutte le opere di quell'autore sono gestite direttamente dall'autore per il web e per la telefonia. Ma solo su queste due modalità, il rimanente rimane invariato.
    Dovrebbe uscire (anche questo a sapere quando...) il catologo delle opere gestite direttamente dall'autore sul web.

    Ecco, quindi col nuovo regolamento sarebbe possibile estromettere alcune opere dal controllo SIAE, resta da capire però se questa libertà è abbastanza ampia da permetterne la pubblicazione con license CC e di conseguenza la pubblicazione su Jamendo con o senza l'opzione PRO.
    E visto che comunque l'opera non sarebbe totalmente estromessa dal dominio SIAE, se chi si prende l'opera svincolata sul web poi la trasferisse su un supporto? Gli toccherebbe acquistare un bollino? :devil:
  • ... Scusate non ho letto tutto ma solo alcune cose. Una di queste che mi ha colpito e sul fatt oche la SIAE sul plagio non può far nulla ?!? ... ah ...bene ... allora mi chiedo a cosa serve se proprio la SIAE sul plagio non può far nulla??? io pensavo che servisse proprio a quello a tutelarsi da eventuale plagio ... ma se così non è mi chiedo a cosa serve se poi limita la libertà dell'artista che per scleta si è iscritto alla SIAE ... in cambio di cosa??

    L'altra e che, se non sono iscritto alla SIAE dei miei pezzi posso farne ciò che voglio giusto? ... ma dovrebbe essere così anche se sono iscritto, poichè i pezzi sono miei e non c'ho lavorato insieme alla siae ... Poi, scusate ... ma se anche fossi iscritto alla siae io che non sono nessuno e che ho una iscrizione su Myspace e ho messo alcuni delle mie tracce su soundcloud ... ma chi e cosa mai potrebbe venirmi a controllarmi? ... e de la stessa cosa che secondo me avvine tra le pagine di Jamendo ... se uno entra qui sotto un nome che la siae non conosce e che è un pinco pallino qualsiasi .. ma su cosa possono bassarsi questi della siae? ... come fanno a sapere chi mai sia? ... insomma ...allafine, scusate, ma come si dice ... fatta la legge trovato l'inganno ... o no? ...
  • CyroDj said:
    insomma ...allafine, scusate, ma come si dice ... fatta la legge trovato l'inganno ... o no?


    Certo, non se ne accorge nessuno o almeno ci sono poche possibilità che se ne accorgano, ma la differenza è solo etica: uno vuole essere onesto o disonesto?
    Tutto qui.
  • uno può essere onesto se non utilizza gli stessi brani sia con la siae che con la Creative Commons. Mi spiego meglio: Se registro un brano alla siae, ad esempio, per onesta non lo registro con la Creative Commons, è viceversa. A questo punto, nessuno dei due potrà mai riscontrare un problema legale, poichè le tracce registrate non risultano da entrambi le piattaforme, così come non risultà il nome d'arte ... ... l'onesta e la disonesta e un punto di vista ... bisogna vedere dunque da che angolazione si guarda l'onesta e la disonesta ... Ma più che onesta io la chiamerei correttezza ... e de corretto nella più piana libertà avere due nomi darte in due piattaforme diverse, ma MAI con gli stessi brani ( o tracce) registrate .... Sempre che poi convenga ... la Siae bisogna pagare l'iscrizione, e costa tanto ... :wink: ....
  • CyroDj said:
    uno può essere onesto se non utilizza gli stessi brani sia con la siae che con la Creative Commons. Mi spiego meglio: Se registro un brano alla siae, ad esempio, per onesta non lo registro con la Creative Commons, è viceversa. A questo punto, nessuno dei due potrà mai riscontrare un problema legale, poichè le tracce registrate non risultano da entrambi le piattaforme, così come non risultà il nome d'arte ... ... l'onesta e la disonesta e un punto di vista ... bisogna vedere dunque da che angolazione si guarda l'onesta e la disonesta ... Ma più che onesta io la chiamerei correttezza ... e de corretto nella più piana libertà avere due nomi darte in due piattaforme diverse, ma MAI con gli stessi brani ( o tracce) registrate .... Sempre che poi convenga ... la Siae bisogna pagare l'iscrizione, e costa tanto ... :wink: ....


    Mettiamola così, alla fine anche se hai un nome d'arte diverso sei sempre riconducibile allo stesso soggetto che sarà presente nel catalogo siae ...
    hai ragione che non se ne accorge nessuno ma, come ogni cosa all'italiana, diventi automaticamente un "delinquente" ...
    è come il canone rai, sono anni che mi mandano lettere minatorie e tutte battono sullo stesso tasto "se lei ha il televisore e non ci paga, allora sta infrangendo una legge!" ...
    in entrambi i casi il mio pensiero è "che si fottano!", con la differenza che il televisore ce l'ho!

    CyroDj said:
    Sempre che poi convenga ... la Siae bisogna pagare l'iscrizione, e costa tanto ... :wink: ....


    ... questo è il vero punto dolente della situazione, la siae in se come quota annuale non costa tanto (circa 130 euro l'iscrizione e 80 euro l'anno la quota) ma sono gli introiti dovuti all'utilizzo dei diritti che mancano e tale situazione è dovuta alla totale mancanza di trasparenza dell'azienda che magna a quattro palmenti!
    Al contrario le tariffe siae sono altissime ed ingiuste e sono un obbligo del piffero come il canone rai! Ad esempio, "Se in un locale hai la TV devi pagare anche la siae!!!" ma ti sembra regolare? (meditate che presto, per lo stesso motivo chiederanno i dindi anche a noi!)
    Oppure, se hai un vecchio stereo mono del 1930 solo per esposizione, devi pagare la siae! E se non ricordo male si paga a cassa!!!
    Dulcis in fundo!!! Sempre come la rai, pur prendendo soldi a palate la siae è inspiegabilmente in rosso (io la spiegazione ce l'ho la ditta è amministrata da gente disonesta ed incompetente)
    ... per chi non lo sapesse oggi come oggi non s'è solo la siae da pagare, ma anche la fimi (federazione industria musicale italiana) che in sostanza chiede un ulteriore gabella per l'utilizzo dei supporti che produce :shocked:

    ... in una situazione del genere NOI siamo l'unica alternativa!
  • Tadd Euro said:
    Mettiamola così, alla fine anche se hai un nome d'arte diverso sei sempre riconducibile allo stesso soggetto che sarà presente nel catalogo siae ...
    hai ragione che non se ne accorge nessuno ma, come ogni cosa all'italiana, diventi automaticamente un "delinquente" ...


    a questo punto penso dovremmo essere chiari e dire quale sia il nostro vero pensiero ... E dunque se vogliamo dirla tutta, bisogna partire da alcuni dati di fatto. Io non credo che ci sia della gente iscritta solo alla CC ma che stia in entrambi le parti, poichè la cosa e molto semplice da fare e nessuno delle due piattaforme può dirti nulla dal momento in cui non hanno dati certi che la persona sia la stessa. Il primo passo da fare; e dal momeno in qui mi certifico nessuno mi chiede una carta di identità, per cui io mi autocertifico firmandomi con il nome materno, invece che con il nome paterno. Questo significa che se da una parte mi firmo con il nome materno dall'altra mi firmo con il nome paterno, anche utilizzando lo stesso nome. In questo modo nessuno dei due potrà mai stabilire se la persona sia la stessa se non nel caso di una indagine dovuta ad un brano che è stato immesso nelle due piattaforme, e che abbia riscontrato un utilizzo commerciale eclatante. La seconda questione, e che nessuno può stabilire se mai la persona sia sempre la stessa dal momento in cui da una parte viene messo un brano X e dall'altra viene immesso un brano Y ... La SIAE, ad esempio, aggisce se nei suoi archivi ha un brano con allegato l'autore con lo stesso nome d'arte cognome etc, etc ... se viceversa, il brano non è nei suoi archivi e il nome non risulta registrato, si attacca al cosi detto Tram, come si vuol dire ... Queste sono solo una delle tante cose dove uno potrebbe, volendo, intervenire ... La morale è: a tutto questo, basta che le due piattaforme non si incrocino mai, per fare in modo che nessuno possa venire ad indagare ... se succede potrebbero incappare nella violazione della privacy, poichè per investicare su qualcuno bisogna aver un permesso per aver commesso un reato giuridico e poichè qui di furti non ce ne sono ... (sono loro che rubano me in tal caso) ... che le due piattaforme possano scontrarsi e una cosa remota.

    Tadd Euro said:
    Questo è il vero punto dolente della situazione, la siae in se come quota annuale non costa tanto (circa 130 euro l'iscrizione e 80 euro l'anno la quota) ma sono gli introiti dovuti all'utilizzo dei diritti che mancano e tale situazione è dovuta alla totale mancanza di trasparenza dell'azienda che magna a quattro palmenti!


    Io sapevo che costava di più, non so quali siano i costi annui, ma so per certo, perchè un amico Pianista (bruno persico) quando fece il cd dovette pagare la siae per i bollini e l'emmisione dell'opera: Insomma alla fine pagò la siae due tre volte in più. ... Una cosa però va detta che la CC la puoi utilizzare solo attraverso la rete, poichè se fai un cd non credo passa darti autorizzazioni e bollini vari, visto che in genere i CD non si regalano, ma si vendono ... o no? ... Ad ogni modo il Governo monti pare, abbia messo anche le mani sulla SIAE e credo che la stessa dovra iniziare ad abbassare i costi o non so cosa avranno intenzione di fare, si parlava di liberalizzare comunque anche il monopolio SIAE ... e la cosa non può che farci estremo piacere. Sul canone tv ... :cool: ... come vogliono essere pagati, contanti ... o contanti saluti?!? il problema e che se paghi la prima volta dovrai pagare sempre .. ma questa dell'abbonamento Rai penso sia una illegalità di stato, un abbonamento per antonomasia e un qualcosa di facoltativo; io sono libero e devo essere messo nelle condizioni di decidere se abbonarmi oppure no ... un abbonamento obbligatorio non l'ho mai sentito, se poi i furbi governanti vogliono far pagare la tassa sul possesso del televisore ... allora ci troviamo in un vero regime ... altro che paese democratico.
  • CyroDj said:
    quando fece il cd dovette pagare la siae per i bollini e l'emmisione dell'opera: Insomma alla fine pagò la siae due tre volte in più. ...

    Una cosa è il pagamento dell'iscrizione, un'altra è l'emissione dei bollini per la stampa dei cd (che non servono ad una cippa e che vengono rimborsati per gli iscritti) e il pagamento per la stampa e la pubblicazione della PROPRIA musica su CD!!!! :rolling::rolling::rolling::rolling: (pensa te che presa per il culo!) ... niente di strano, tutto legale ed italiano :tooth:

    ... a proposito io la schifo la siae, per questo quando ne scrivo il nome lo scrivo minuscolo :peace: