PETIZIONE ON LINE DI JAMENDO
  • ho visto stamattina che jamendo via mail mi ha invitato a firmare questa petizione:

    http://www.ipetitions.com/petition/help_jamendo_support_artists_interests/

    che dovrebbe riguardare una legge sulla musica CC da approvare al parlamento europeo (credo...)

    voi ne sapete nulla?
  • Ma cerrrrto!!!:bigsmile:
    Ho scritto ieri a Sylvain che vista la complessità dell'argomento, forse era il caso che lo inviino agli utenti in lingua.
    Prima di fare la traduzione e attivare il "fai da te" aspettavo la sua risposta.
    Se entro domani non arriva nulla, metto la traduzione in italiano e ne discutiamo e chiariamo un pò.
  • Arrivato anche al sottoscritto ! :smile:
  • Visto che Sylvain no mi si ha filato de pezza.
    Passiamo alla fase due: autogestione della cosa...come sempre :bigsmile:

    petizione versione originale


    Help Jamendo Support Artists' Interests!

    The world’s #1 platform for royalty-free music, Jamendo, is present in over 150 countries. On Jamendo, thousands of independent artists have chosen to share their albums for free and receive remuneration for the commercial use of their music.

    At the end of 2010, Jamendo lobbied at the European Commission on behalf of our artists to propose amendments to the directive project about collective rights management in Europe. The directive project should be adopted shortly by the European Parliament, but we need your help to make sure our amendments are included! Sign our online petition to show your support!!

    New Alternatives

    With the Internet’s development, new Internet players specialized in the online music field have emerged, offering alternative solutions to music registered under collective rights societies. The collective rights societies have always been in a dominant position and hope to prevent artists from opting for these alternatives.

    The Inability for Artists to Freely Manage their Work

    Currently, collective rights societies have the right to manage those works that currently exist, as well as those to come in the future. Ideally, these artists should have the choice to entrust the management of certain works to a collective rights society while also having the opportunity to entrust other works to platforms like Jamendo for promotions and licensing without being bound by an exclusivity clause.

    The Lack of Recognition by Collective Rights Societies

    Today, the collection and distribution of rights is only made between “sister” collective rights societies. Jamendo artists whose works have been broadcasted are then unable to collect their fare share of these royalties. A percentage of these standard license fees must be redistributed to other actors such as Jamendo.

    Collection of a Fair Remuneration for Unaffiliated Performers

    Collecting societies are entitled to their own territory to collect on behalf of all artists, whether members or non-members, and is dependent on the artists then claiming their compensation. The artists must be able to give up their legal right to Fair Remuneration so that collective rights societies do not collect fees for them. Jamendo could be a valuable tool available to the artists for use in helping manage their music themselves and define the uses they authorize while directly getting paid for it.

    In conclusion, the following are the three amendments we are proposing. We appreciate your support!

    1. The artists should have the choice to entrust the management of works to alternative platforms for promotions and licensing.

    2. A percentage of standard license fees must be redistributed to actors other than collective rights societies.

    3. The artists must be able to give up their legal right to Fair Remuneration so that collective right societies do not collect fees for them""



    FIRMA LA PETIZIONE


    http://www.ipetitions.com/petition/help_jamendo_support_artists_interests/




    URGE TRADUZIONE grazie :flowers:
  • Con google più o meno:


    Aiuta Jamendo a tutelare gli Interessi degli Artisti !

    Piattaforma numero 1 al mondo per la musica royalty-free, Jamendo, è presente in oltre 150 paesi. Su Jamendo, migliaia di artisti indipendenti hanno scelto di condividere i propri album gratuitamente e ricevere una remunerazione per l'uso commerciale della loro musica.

    Alla fine del 2010 Jamendo ha fatto pressioni presso la Commissione europea a nome dei nostri artisti per proporre modifiche al progetto di direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d'autore in Europa. Il progetto di direttiva dovrebbe essere adottata a breve dal Parlamento europeo, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per assicurare che i nostri emendamenti siano inclusi! Firmate la nostra petizione online per mostrare il vostro sostegno!

    Nuove Alternative

    Con lo sviluppo di Internet, nuove realtà specializzate nel campo della musica online sono emerse in Internet , offrendo soluzioni alternative alla musica registrata presso le società di colletta . Le società di colletta dei diritti sono sempre state in una posizione dominante e si adoperano a che gli artisti evitino di optare per queste alternative.

    L'impossibilità per gli artisti di gestire liberamente il loro lavoro

    Attualmente, le società di colletta hanno il diritto di gestire tali opere, attualmente esistenti, come pure quelle che verranno in futuro. Idealmente, questi artisti dovrebbero avere la scelta di affidare la gestione di alcune opere alle societò di colletta, anche avendo la possibilità di affidare i propri lavori ad altre piattaforme come Jamendo per le promozioni e le licenze, senza essere vincolato da una clausola di esclusività.

    La mancanza di riconoscimento da parte delle società di colletta

    Oggi, la raccolta e la distribuzione dei diritti è fatta solo tra società "sorelle" di società di colletta. Gli artisti di Jamendo, le cui opere sono state trasmesse, sono quindi in diritto di riscuotere la quota tariffaria di questi canoni. Una percentuale di questi diritti di licenza standard devono essere ridistribuiti ad altri attori come Jamendo. (che spero li ripartirà fra gli artisti ndt)

    Raccolta di un equo compenso per i non affiliati esecutori

    Le società di gestione hanno diritto sul loro territorio di raccogliere a nome di tutti gli artisti, siano essi soci o non soci, e dipende poi dagli artisti che rivendicano il loro compenso. Gli artisti devono essere in grado di rinunciare al loro diritto legale di equo compenso in modo che le società di colletta non raccolgono tasse per loro. Jamendo potrebbe essere un valido strumento a disposizione degli artisti per aiutarli a gestire da soli la loro musica e definire gli usi autorizzati ed essere direttamente pagati per questo.

    In conclusione, i seguenti sono i tre emendamenti che proponiamo. Apprezziamo il vostro sostegno!

    1. Gli artisti dovrebbero avere la scelta di affidare la gestione di opere a piattaforme alternative per le promozioni e le licenze.

    2. Una percentuale di diritti di licenza standard devono essere ridistribuiti ad altri soggetti collettivi oltre che alle società di colletta.

    3. Gli artisti devono essere in grado di rinunciare al loro diritto legale di equo Remunerazione in modo che le società di diritto collettivo non raccolgono tasse per loro ""
  • RICORDIAMOCI
    che qui in Italia, tanto per non farsi mancare di nulla abbiamo altre due gabelle siae, che vengono estorte ai musicisti cc e dstribuiti a quelli siae.
    1) il famigerato bollino, quando noi già abbiamo il nostro codice a barre safecreative.
    E poi in CC che ti pirati? il CD? ma se è in circolazione libera e può essere duplicato!!!
    2) la tassa sui supporti "astrattamente" idonei a contenere copie di materiale copyright!
    E qui mi sorge spontaneo
    image

    Metto questo post in stick!!!
    E PURE MAIUSCOLO!!!!!:devil:
  • ------------------------------



    E' difficile tradurlo. Bisogna conoscere il tema e alcune questioni. Ad esempio cosa sono le società collettive dei diritti? o forse si deve dire le società di diritti collettivi?
  • dunque, ho parecchi dubbi: il paragrafo ("La mancanza di riconoscimento da parte delle società di colletta" )dice in sostanza che jamendo vorrebbe entrare a far parte delle società che hanno diritto ad incassare e ripartire "diritti standard";a parte il fatto che non si sa cosa sono i diritti "standard", ciò che mi lascia alquanto perplesso è la nota di daniela: "che spero li ripartirà fra gli artisti", non perchè la speranza non sia lecita, ma perchè in queste cose ci vuole certezza non "speranza" ---- cioè noi dovremmo firmare una cosa che jamendo non si è degnata neanche di tradurre, e "sperare" poi che forse i proventi di tale raccolta vengano dati agli autori. questo è un punto fondamentale: jamendo incassa i diritti "standard" e poi li ripartisce tra gli autori dei brani, ma deve fare uno scritto, un contratto, una certificazione che questo avvenga, prima di chiedere di firmare, se nò è troppo facile prendere i soldi e poi "forse" distribuirli agli artisti. ho anche altri dubbi...ma cominciamo con questo.
  • emmmh, non mi sono accorto che ero sull'altro profilo...-"Roberto of the galaxyes"-
  • per loveovergold...-(E' difficile tradurlo. Bisogna conoscere il tema e alcune questioni. Ad esempio cosa sono le società collettive dei diritti? o forse si deve dire le società di diritti collettivi?)--credo che la traduzione sia "società di riscossione dei diritti d'autore" in pratica la -s.i.a.e- o le corrispondenti società estere, il traduttore confonde "raccolta" con "colletta".
  • quindi in pratica si vuole rompere il monopolio delle società di colletta nazionali?
  • penso che più che rompere,vogliano aggiungersi.....ma sicuramente non glielo permetteranno mai, ci sono troppi interessi in ballo.
  • [quote=salesman of the gala]credo che la traduzione sia "società di riscossione dei diritti d'autore"[/quote]

    Ok lo aggiorno. In effetti suonava molto generico e poco chiaro.
  • Firmata! Si smuovessero un po' le acque: i mezzi di comunicazione cambiano, e sarebbe bello che QUALCUNO se ne accorgesse
  • loveovergold said:
    le società collettive dei diritti?

    Si chiamano società di gestione dei diritti d'autore o società di colletta, questo termine un pò arcaico ma che ha sempre identificato la SIAE.
    loveovergold said:
    i nuovi players Internet specializzati nel campo della musica online,

    Sono le nuove piattaforme come Jamendo, Dogmazic, ecc. ma anche le netlabel.

    loveovergold said:
    Raccolta di un equo compenso per gli esecutori indipendenti

    Le società di gestione hanno diritto al loro territorio per raccogliere per conto di tutti gli artisti, siano essi soci o non soci, e sta poi agli artisti rivendicare il loro indennizzo. Gli artisti devono essere in grado di rinunciare al loro diritto legale di equo compenso in modo che le società di riscossione dei diritti d'autore non raccolgano tasse per loro. Jamendo potrebbe essere un valido strumento a disposizione degli artisti per aiutare a gestire da soli la loro musica e definire gli usi che autorizzano mentre direttamente vengono pagati per questo.


    Questo è un pò più incasinato, non in tutti paesi c'è un unguale o la stessa applicazione del concetto di equo compenso. Da noi in questa definizione fanno rientrare anche la cd. tassa sui CD, mp3 e tutti i supporti registrabili, la tassa sulle fotocopie. Però è un dato di fatto che questa tassa viene poi gestita da siae per il suo parco autori e chi sta in CC ne è escluso, anzi derubato.
    salesman of the gala said:
    dice in sostanza che jamendo vorrebbe entrare a far parte delle società che hanno diritto ad incassare e ripartire "diritti standard";

    Si e no. In prima istanza si richiede che cessi il monopolio di siae, sgae ecc. Se cessa il monopolio Jamendo ha la struttura e i requisiti per poter rappresentare gli artisti che potrebbero delegare a lei la gestione dei priopri diritti, e non in esclusiva.
    Ma a questo punto Jamendo diventerebbe il reppresentante ufficiale degli artisti che le danno mandato e tratterebbe da pari a pari con le altre società per la riscossione di queste "tasse" : bollini, equo compenso, tassa supporti, canoni radio miste.

    salesman of the gala said:
    jamendo incassa i diritti "standard" e poi li ripartisce tra gli autori dei brani, ma deve fare uno scritto, un contratto, una certificazione che questo avvenga, prima di chiedere di firmare, se nò è troppo facile prendere i soldi e poi "forse" distribuirli agli artisti. ho anche altri dubbi...ma cominciamo con questo.

    Jamendo avrebbe i requisiti, ma la disciplina delle società di colletta richiede che vengano espletate certe formalità. Ora non potrebbe riscuotere niente neanche se lo approvano domani.
    Chiaro può avere voce in capitolo solo per gli artisti che le danno il mandato. Altri artisti vorranno invece riunirsi in altre forme associative più piccole e autonome. Ma se non si abbatte il monopolio tutto rimane a livello di belle speranze.
    abcbuntu said:
    quindi in pratica si vuole rompere il monopolio delle società di colletta nazionali?

    Si ma non solo, si chiede anche che gli artisti non sano legati mani e piedi a queste società, ma che liberamente decidano su cosa dare il mandato e per quanto tempo.
    Ora quando ti iscrivi a siae hai uno spossessamento dei tuoi diritti che sono gestiti esclusivamente da siae. Neanche gli autori stessi possono derogare.
    Cioè non possono donare una musica a un ente benefico perchè siae non lo permette. Tanto meno usarla in proprio, pagano la siae comunque. Per cui si arriva all'assurdo che giovani autori pagano la siae per fare un live di propria musica e non rivedranno mai questi soldi. Pagan per suonare la propria musica.
    salesman of the gala said:
    penso che più che rompere,vogliano aggiungersi.

    Rompere Roby, altrimenti non possono aggiungersi.
  • [quote=coriandolo]Si chiamano società di gestione dei diritti d'autore[/quote]

    bene lo aggiorno.

    Quindi direi che un artista che sostiene col voto la petizione di jamendo non si sta impegnando con jamendo ma semplicemente muovendo per questo cambiamento nella gestione dei diritti d'autore ... giusto? se poi sceglierà jamendo come sua società di gestione allora dovrà porsi le questione sollevate da Roberto of the galaxyes... giusto?
  • in soldoni io voglio solo dire che prima di affidare a jamendo o chicchessia la raccolta dei miei "diritti d'autore", voglio stabilire percentuali,modalità,dove come e quando me li danno, magari si potesse rompere il monopolio delle varie s.i.a.e. ecc. però neanche andare allo sbaraglio e prendere quello che ti danno va bene; perchè è questo che si capisce da questa frase:((Una percentuale di diritti di licenza standard devono essere ridistribuiti ad altri soggetti oltre che alle società di riscossione dei diritti d'autore.)) il che va benissimo, ma bisogna stabilire i termini di ridistribuzione agli artisti della eventuale "fetta" -prima- e non dopo aver dato una mano a jamendo attraverso la petizione. comunque alla fine resto dell'idea che non ce la faranno mai, perchè di sicuro le varie società di gestione dei diritti si darebbero più volentieri una martellata sulle p...e, piuttosto che dividere i soldi con altri...
  • esatto loveovergold; volevo dire propio quello che tu dici...la petizione non tratta solo questo argomento ed è sostanzialmente condivisibile, sarò eccessivamente diffidente lo ammetto, però non mi piace che mi dicano: "tu appoggiami firmando la petizione" che poi per i soldi ci mettiamo d'accordo.a mio avviso sono cose che vanno stabilite prima. :shades::shades:
  • [quote=roberto daglio]volevo dire propio quello che tu dici...la petizione non tratta solo questo argomento ed è sostanzialmente condivisibile, sarò eccessivamente diffidente lo ammetto, però non mi piace che mi dicano: "tu appoggiami firmando la petizione" che poi per i soldi ci mettiamo d'accordo.a mio avviso sono cose che vanno stabilite prima. [/quote]

    Condivido.
  • Roby Jamendo si propone astrattamente come soggetto idoneo a rappresentare degli artisti in concorrenza con le socità di colletta.
    Chiaro che potrà farlo solo per gli artisti che le danno il mandato. Però apre la strada alle altre realtà che entrerebbero sul mercato insieme a jamendo una volta rotto il monopolio. Società che magari tu potresti preferire per dare il mandato. Quanto potrebbe ripartire? Non so forse il 70% dipende quanto gli costa la gestione della cosa. Non molto penso, ha una struttura già esistente.
    Comunque se prima non si abbatte questo monopolio è inutile parlare di cifre e riparti. E' come vendere la pelle dell'orso (e Dom spero non me ne voglia :bigsmile:) prima di averlo preso.
    Aiutiamo Jamendo a aprire il mercato a tutti i soggetti che desiderano rappresentare gli artisti e poi ce la possiamo fare anche noi una socità se vogliamo. Insommo aiutiamola ad acchiappare l'orso. Poi a seconda di come viene fatta la direttiva allora si può trattare, o meglio Jamendo farà un offerta agli artisti con cui è in contatto. Liberi poi di dire si o no.
  • Forse questa è più chiara, è la versione in francese ufficiale

    "Plate-forme n°1 mondiale de musique sous licence Creative Commons, Jamendo est aujourd’hui présent dans plus de 150 pays. Sur Jamendo, des milliers d’artistes indépendants ont choisi de partager gratuitement leurs albums et perçoivent une rémunération pour l'utilisation commerciale qui est faite de leur musique.

    De nouvelles alternatives

    Avec le développement d'Internet, de nouveaux acteurs Internet spécialisés dans le domaine de la musique en ligne sont ainsi apparus proposant progressivement des solutions alternatives aux sociétés de gestion collective de droits. Les sociétés de gestion de droits ont toujours une position dominante de fait et empêchent les artistes de préférer ces solutions alternatives et rendent difficile le développement de nouveaux acteurs comme Jamendo.

    L'impossibilité pour l'artiste de gérer librement ses oeuvres

    Actuellement, la gestion des droits par les sociétés de gestion se fait par artiste : il doit céder l'intégralité de la gestion de ses oeuvres déjà créées mais également celles à venir.
    L'artiste doit avoir la possibilité de confier la gestion de certaines oeuvres à une société de gestion et d'assurer pour certaines autres la promotion et la vente via des plateformes comme Jamendo sans être lié par une clause d’exclusivité. Internet étant aujourd'hui un formidable outil de promotion à la portée de tous, il est absurde de priver l'artiste de cette opportunité.

    L'absence de reconnaissance par les sociétés de gestion collective de solutions alternatives

    Aujourd'hui, la collecte et la répartition des droits ne se fait qu'entre sociétés de gestion “soeurs”. A titre d'exemple, en France, lorsque des chaînes de télévision diffusent des oeuvres musicales d'artistes Jamendo, ces artistes ne perçoivent pas leur rémunération collectée par elles au titre des droits de propriété intellectuelle.
    Un pourcentage de ces redevances audiovisuelles forfaitaires doit donc être redistribué à d'autres acteurs tels que Jamendo.

    Collecte de la Rémunération Equitable pour les artistes-interprètes non affiliés

    Les sociétés de gestion des droits voisins sont habilitées pour leur territoire à collecter au nom de tous, adhérent comme non-adhérent, à charge pour les artistes de venir ensuite réclamer leur rémunération. L'artiste doit pouvoir renoncer à son droit légal à la Rémunération Equitable de sorte que les sociétés de gestion de droits ne collectent plus pour lui. Jamendo pourrait donc être un outil à la disposition de l'artiste pour gérer sa musique lui-même, définir les usages qu'il autorise et être directement rémunéré pour cela.

    Pour plus d'informations, contactez Eva Koczorowski à l'adresse eva@jamendo.com 2
  • Per la cronaca e tanto per sapere la posizione SIAE, questa mattina ho mandato questa mail all'urp SIAE

    " Daniela Vivarelli ✆ a sam.urp

    mostra dettagli 11:04 (0 minuti fa)

    Spettabile Siae,
    In merito alla questione dell'equo compenso per copia privata
    http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes
    che la SIAE incassa per tutti i contenuti audio, video e audiovideo a nome di tutti gli autori, esecutori, produttori, siano essi iscritti e non iscritti a SIAE,
    gli autori, esecutori e produttori che operano in Creative Commons, o Copyleft
    si chiedono come possono entrare in possesso delle quote loro dovute.
    Grazie per l'attenzione
    Daniela Vivarelli "



    aspetto con ansia la risposta :bigsmile:
  • insomma dani..dici che me devo "fidà de jamendo"? sì in effetti prima deve passare la cosa, se no che ci ripartiamo? hehe. vabbè diciamo che me fido e sono propio curioso di sapere cosa ti risponde la SIAE.....è come dire a un re "salve, sono venuto a prendere un pezzo di questo castello che ce l'ho bisogno per i miei amici...."
  • roberto daglio said:
    è come dire a un re "salve, sono venuto a prendere un pezzo di questo castello che ce l'ho bisogno per i miei amici...."

    Si soprattutto considerando che dal re ci è andato il giullare di corte con le pezze ar c...o non avendo io nessun titolo o rappresentanza per farlo.
    ahahahaha :bigsmile:
    Nooooo forse no, il titolo ce l'ho, sono "produttore di contenuti audiovisuali" :tongue:
    Roby se dicono che l'equo compenso va richiesto in Siae con lettera raccomandata da parte degli autori, noi la mandiamo tutti!!!
    Saranno 3 euri spesi bene. magari ci rendono 0.005 cent. Ma vuoi mettere la soddisfazione? :bigsmile:
  • [quote=coriandolo] la SIAE incassa per tutti i contenuti audio, video e audiovideo a nome di tutti gli autori, esecutori, produttori, siano essi iscritti e non iscritti a SIAE,
    gli autori, esecutori e produttori che operano in Creative Commons, o Copyleft[/quote]

    anche per i filmini e le fotografie delle vacanze, per le copie di backup dei miei file privati di testo etc. etc. etc.
  • Tadd Euro said:
    anche per i filmini e le fotografie delle vacanze,

    Vedi Tadd? Ti sminuisci, tu non fai filmini delle vacanze, anche tu sei un "produttore di contenuti audiovisuali".
    E secondo la SIAE non devi essere più tu che paghi amici e parentado per guardarli, ma, in teoria, dovrebbero essere loro a pagare te :bigsmile:
    Se penso che pago l'equo compenso sulle copie di backup del modello 740!!!!:devil: E non è neanche deducibile!!!:devil::devil::devil:
  • ok Dani, firmo solo perchè ti voglio molto bene...in senso lato s'intende, se no Franco me mena! :kissing:
  • in ogni caso hjamendo con questa petizione chiede solo di rompere il monopolio... non vuole obbligare a dare i diritti solo ai suoi autori giusto? Quindi se jamendo fa il furbo si può sempre cambiare....
  • abcbuntu said:
    con questa petizione chiede solo di rompere il monopolio.

    Si nessuna voglia di assimilarsi a Sacem o Siae. Ma rompergli le scatole ...opss...il monopolio.:bigsmile:
    Roberto, con quella firma tu non aderisci a una nuova società di colletta, chiedi solo che sia liberalizzato il "mercato",
    che poi Jamendo sia in prima fila per morsicare l'osso appena se ne presenta l'occasione, questo mi sembra intuitivo :wink:
    Franco non te mena stai tranquillo :kissing:
  • ---------------------
  • roberto daglio said:
    volevo dire propio quello che tu dici...la petizione non tratta solo questo argomento ed è sostanzialmente condivisibile, sarò eccessivamente diffidente lo ammetto, però non mi piace che mi dicano: "tu appoggiami firmando la petizione" che poi per i soldi ci mettiamo d'accordo.a mio avviso sono cose che vanno stabilite prima.
    condivido!:bigsmile:
  • loveovergold said:
    ---------------------


    è più o meno come .......................................zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz......... ?
    o ha qualche altro significato sttointeso?
  • no ho cancellato ciò che avevo scritto perchè quando ho fatto la traduzione del testo della petizione non era presente la tua traduzione. E così ho cancellato anche quella.
  • Peccato LOG, la mia è una traduzione un pò con google e un pò a senso, mettendole entrambe si potevano notare le differenze che davano adito a dubbi.
    Sulla base della tua ho corretto alcune cosette sulla mia.
    La prossima volta non la togliere. :bigsmile:
  • ....Ricevuta E-Mail e sottoscritta petizione....

    Un saluto....

    ANGELO DJ
  • Assediato, da una parte, da pecoroni e, dall'altra, da primedonne, non firmo. La circolare esordisce con un paio di affermazioni, che J. fà lobbismo e che - non Jamendo ma i partiti che ne avrebbero accolto le istanze: e quali sono ?!?! - degli emendamenti sarebbero stati presentati al disegno di legge. Il lobbismo ha dei costi, inevitabilmente alti; che J. dichiari pubblicamente quali sostiene. Esiste un disegno di legge? J. o il suo "team" direttivo hanno ogni interesse - visto che di spazio non difettano - a pubblicarne il testo ( testo che, per legge, sarà stato redatto ANCHE in francese ed italiano ) e a precisare quando ( GG/MM/AA, in questa forma ) la sua discussione é all'ordine del giorno e non si vergognerà a dirci chi ne ha depositato presso la Segreteria della Presidenza del Parlamento Europeo i succitati emendamenti. Una democrazia dove la comunicazione é carente e si esprime prevalentemente con l'emissione di taze-bao é una democrazia dimezzata.
    Disegni di legge e lavori del Parlamento Europeo sono consultabili liberamente ed anonimamente in Rete per ogni cittadino europeo.
  • A GB Romantic said:
    Disegni di legge e lavori del Parlamento Europeo sono consultabili liberamente ed anonimamente in Rete per ogni cittadino europeo.

    Il commento di GB Romantic pone dubbi leciti.
  • siamo capaci tutti a fare gli intransigenti e a sputare sentenze dietro lo schermo del computer.....
  • Giustissimo Tad
    eva@jamendo.com
    Eva è l'esperta legale di Jamendo ed è a disposizione per chiarimenti, parla francese e inglese.
    Non so deve l'ho letto sul forum francese o più facilemente in un comunicato di jamendo agli utenti in lingua (francese o spagnolo).
  • Il documento della commissione europea
    "IP/11/630
    Bruxelles, 24 maggio 2011
    Piano d’azione della Commissione per i diritti di proprietà intellettuale a sostegno di creatività e innovazione
    L’introduzione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), tra cui rientrano i diritti di proprietà industriale (ad es. brevetti, marchi, disegni e indicazioni geografiche), il copyright (diritti d’autore) e i diritti legati al copyright (per artisti, produttori ed emittenti) risale a centinaia di anni fa. Spesso, anche se non ne siamo consapevoli, ci accompagnano nella nostra vita quotidiana, proteggendo le tecnologie di cui ci serviamo (automobili, telefoni cellulari, treni), gli alimenti di cui ci nutriamo, la musica che ascoltiamo e i film che vediamo. Ma negli ultimi anni le nuove tecnologie e, soprattutto, la forte espansione delle attività online, hanno stravolto il contesto in cui operano i DPI. La combinazione in vigore tra normativa europea e nazionale non risponde più alle esigenze attuali e va modernizzata. Per questo oggi la Commissione ha adottato una strategia globale di innovazione del quadro giuridico dei DPI, con l’obiettivo di consentire ad inventori, autori, utenti e consumatori di adeguarsi alle nuove circostanze e di aumentare le opportunità commerciali. Le nuove disposizioni punteranno al giusto equilibrio tra sostegno della creatività ed innovazione, sia garantendo riconoscimenti e investimenti agli autori, sia promuovendo il più ampio accesso possibile a beni e servizi tutelati dai DPI. La soluzione ideale permetterà di creare un vero e proprio valore aggiunto per gli operatori del settore (dagli artisti indipendenti alle grandi aziende farmaceutiche), favorendo gli investimenti nell’innovazione e di conseguenza la crescita e la competitività dell’UE realizzata nel mercato unico. I consumatori potranno così accedere più facilmente a un maggior numero di informazioni e contenuti culturali, ad esempio la musica online. Al fine di garantire una copertura globale dei DPI, la strategia racchiude diverse tematiche (dal brevetto necessario a un’impresa per tutelare determinate invenzioni, alla lotta contro gli abusi relativi a tali invenzioni) all’interno di una proposta, anch’essa adottata in data odierna, che renderà più stringenti gli interventi contro contraffazione e pirateria. Tra i primi risultati concreti di questa strategia globale per i DPI, figurano le attuali proposte per un sistema di licenze più semplice delle cosiddette “opere orfane”, che renderà accessibile online un ampio numero di opere culturali, e per un nuovo regolamento volto a intensificare le attività doganali nella lotta contro il commercio di beni che violano i DPI.
    “Per l’economia europea è essenziale che all’interno del mercato unico sia garantito il giusto livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Il progresso ha bisogno di nuove idee e conoscenze”, ha dichiarato il commissario per il mercato interno Michel Barnier, aggiungendo che “non ci sarà nessun investimento nell’innovazione senza tutela dei relativi diritti. D’altra parte la prosperità di nuovi modelli commerciali e della diversità culturale dipendono dall’accesso ai contenuti culturali, ad esempio alla musica online, da parte di consumatori e utenti. Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio tra queste esigenze per un rispetto globale dei DPI e per far sì che il quadro europeo della proprietà intellettuale costituisca una risorsa per imprese e cittadini, stando al passo con l’era digitale e con la concorrenza delle idee di un mondo globalizzato.”.
    Algirdas Šemeta, commissario responsabile per l’unione doganale, ha affermato che “le dogane sono posizionate ai confini del territorio proprio per tutelare i cittadini e il commercio legale. Il loro contributo nella lotta contro la contraffazione e la pirateria è estremamente prezioso”, aggiungendo: “Sono convinto che un solido sistema di diritti di proprietà intellettuale sia essenziale per l’intera economia dell’UE. L’attuale proposta consentirà alle autorità doganali di garantire una maggiore tutela dei DPI e fronteggiare in maniera più incisiva il commercio di beni che violano i DPI.”.
    La strategia per i DPI prevede una serie di interventi strategici fondamentali, nel breve e nel lungo termine, in diversi ambiti, tra cui i seguenti.
    Brevetti: già in aprile la Commissione ha lanciato proposte a favore di una protezione unitaria del brevetto nel quadro della cooperazione rafforzata (cfr. IP/11/470).
    Sono inoltre in fase di preparazione proposte relative all’istituzione di un tribunale dei brevetti unificato e specializzato per brevetti europei attuali e futuri con effetto unitario. In tal modo si ridurrebbero considerevolmente spese e tempi legati a controversie legali sui brevetti, oltre a rafforzare la certezza del diritto per i professionisti del settore.
    Marchi: la registrazione dei marchi nell’UE negli Stati membri è armonizzata da quasi 20 anni, mentre il marchio comunitario è stato istituito 15 anni fa. Tuttavia c’è una crescente richiesta di sistemi di registrazione più lineari, efficaci e coerenti. Pertanto, nel 2011 la Commissione intende presentare proposte volte a modernizzare il sistema dei marchi sia a livello di UE, sia a livello nazionale, adeguandolo all’era digitale.
    Indicazioni geografiche (IG): le IG creano un legame tra la qualità di un prodotto e la sua origine geografica. Tuttavia ad oggi nessun sistema garantisce una tutela a livello di UE dei prodotti non agricoli analoga a quella del marmo di Carrara o dei coltelli di Solingen, generando così condizioni di disparità all’interno del mercato unico. Pertanto, nel 2011 e 2012 la Commissione effettuerà un’analisi approfondita del quadro giuridico degli Stati membri e del potenziale impatto economico della tutela delle IG di prodotti non agricoli. Sulla scorta delle conclusioni di una valutazione dell’impatto si valuterà l’eventuale necessità di proposte legislative.
    Licenze di copyright multiterritoriali: mentre il campo di applicazione del copyright è sostanzialmente armonizzato, le licenze dei diritti si concedono ancora a livello nazionale. Nell’ottica di un mercato unico del digitale, le sfide più importanti sono date dall’uniformazione delle licenze di copyright e dalla distribuzione delle entrate. Nel secondo semestre 2011 la Commissione presenterà una proposta di istituzione di un quadro giuridico per una gestione multiterritoriale collettiva efficiente del copyright, in particolare per il settore musicale, che stabilirà inoltre disposizioni comuni per una maggiore trasparenza in materia di governance e distribuzione delle entrate. Inoltre, sempre nella seconda metà del 2011, la Commissione avvierà una consultazione sui numerosi aspetti legati alla divulgazione online di opere audiovisive.
    Biblioteche digitali: l’istituzione di biblioteche digitali europee che preservino e divulghino il ricco patrimonio culturale ed intellettuale europeo è fondamentale per lo sviluppo dell’economia della conoscenza. In tale senso, la Commissione in data odierna presenta una proposta legislativa che renderà possibile la digitalizzazione e l’accesso online alle cosiddette “opere orfane” (opere, come libri o articoli di quotidiani e periodici, ancora tutelate dal copyright ma i cui titolari del diritto non sono noti o non possono essere individuati per le relative autorizzazioni di copyright), cfr. MEMO/11/333. Al contempo la Commissione si compiace della conclusione di un protocollo d’intesa tra biblioteche, case editrici, autori e società di gestione collettiva per favorire tipologie di licenze che consentano di digitalizzare e divulgare libri fuori commercio.
    Violazioni dei DPI: la contraffazione e la pirateria costituiscono una minaccia crescente per l’economia. Tra il 2005 e il 2009, i casi di beni sospetti di violazioni delle DPI registrati dalle dogane UE è aumentato da 26 704 a 43 572. Nel frattempo nell’industria creativa si stima che nel solo 2008 la pirateria sia costata all’industria europea musicale, cinematografica, televisiva e dei software 10 milioni di euro e oltre 185 000 posti di lavoro. La Commissione sta intensificando il proprio impegno in questo settore. In primo luogo oggi ha presentato un regolamento che rafforzerà il ruolo dell’Osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria, affidandone la gestione all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI). Ciò consentirà all’Osservatorio di beneficiare delle competenze dell’UAMI in materia di proprietà intellettuale e della sua comprovata esperienza in ambito di marchi e disegni. Il regolamento è stato trasmesso per esame al Parlamento europeo e al Consiglio. In secondo luogo, nella primavera 2012 la Commissione proporrà di rivedere la direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (cfr. IP/04/540). La direttiva dispone misure di diritto civile che assicurano ai titolari dei diritti il rispetto dei loro diritti di proprietà intellettuale, ma che andrebbero adeguate, in particolare alla luce delle sfide specifiche dell’era digitale.
    Tutela dei DPI da parte delle dogane: le dogane vigilano sugli scambi commerciali che interessano le frontiere esterne dell’UE. Le autorità doganali effettuano controlli di diversa natura e svolgono un ruolo essenziale nella lotta contro il commercio di beni che violano le DPI. Nel solo 2009, gli uffici doganali hanno intercettato oltre 40 000 carichi sospetti per un equivalente di 118 milioni di articoli. La maggior parte dei beni individuati risulta contraffatta o piratata. La posizione privilegiata delle dogane alle frontiere consente di tutelare un elevato numero di diritti di proprietà intellettuale. Nel contesto dell’attuale strategia per i DPI, la Commissione propone inoltre un nuovo regolamento sulla legislazione doganale volto a rafforzare ulteriormente il quadro giuridico per gli interventi doganali. La proposta mira inoltre a fare fronte al fenomeno del commercio di beni contraffatti tramite spedizioni al dettaglio effettuate via posta, visto che la maggioranza assoluta di tali beni è riconducibile ad acquisti via Internet.
    Contesto
    I DPI sono un pilastro dell’economia dell’UE e un motore per la sua crescita futura. Nel 2009, il valore dei dieci marchi principali nei paesi dell’UE ammontava quasi al 9% del PIL medio. Le industrie creative basate sul copyright come i software, la carta stampata, la musica e il cinema, nel 2006 hanno generato il 3,3% del PIL dell’UE, mentre sono circa 1,4 milioni le PME che operano nel settore, dando lavoro a 8,5 milioni di persone. Tra il 1996 e il 2006, l’occupazione nelle industrie dell’economia della conoscenza è cresciuta del 24%, a fronte del 6% di altre industrie.
    Per ulteriori approfondimenti sui diritti di proprietà intellettuale:
    http://ec.europa.eu/internal_market/top_layer/index_52_en.htm
    Cfr. MEMO/11/332 e MEMO/11/333
    Per ulteriori informazioni sulla politica doganale:
    http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/customs_controls/counterfeit_piracy/index_en.htm
    Per maggiori informazioni sul nuovo regolamento sulla legislazione doganale in materia di DPI:
    Cfr. MEMO/11/327
    http://ec.europa.eu/taxation_customs/index_en.htm"


    il link per scaricarlo
    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=11&ved=0CCUQFjAAOAo&url=http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/11/630&format=DOC&aged=0&language=IT&guiLanguage=en&rct=j&q=Licenze di copyright multiterritoriali&ei=o4ztTaDaNsvfsgbYp8XvAw&usg=AFQjCNE52CBRAVOFtrsNec44dvJZz1yXCA&sig2=9kWHBaWxMMBgJJCkRFfCig&cad=rja
  • azz... Coriandolo stamattina mi hai dato un bel po' di roba da leggere.
    Comunque in teoria questo documento si pone degli obbiettivi encomiabili, in pratica si vanno a toccare gli interessi monopolistici di grasse società che succhiano dalle mammelle dei vari stati e che spesso intralciano il diritto d'autore al posto di tutelarlo.
    Spero che alla fine questa storia finisca bene, mi sento ottimista :-)
  • coriandolo said:
    Per la cronaca e tanto per sapere la posizione SIAE, questa mattina ho mandato questa mail all'urp SIAE

    " Daniela Vivarelli ✆ a sam.urp
    mostra dettagli 11:04 (0 minuti fa)

    Spettabile Siae,
    In merito alla questione dell'equo compenso per copia privata
    http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes
    che la SIAE incassa per tutti i contenuti audio, video e audiovideo a nome di tutti gli autori, esecutori, produttori, siano essi iscritti e non iscritti a SIAE,
    gli autori, esecutori e produttori che operano in Creative Commons, o Copyleft
    si chiedono come possono entrare in possesso delle quote loro dovute.
    Grazie per l'attenzione
    Daniela Vivarelli "


    aspetto con ansia la risposta :bigsmile:


    Ha risposto la SIAE, a cui riconosco non fa difetto la gentilezza e la celerità, almeno l'URP :wink:

    SIAE SAM Urp ✆ a SIAE, me

    mostra dettagli 12:11 (50 minuti fa)

    Gentile sig.ra,

    la informiamo di aver inoltrato la sua richiesta all’Ufficio mercato Fonovideografico – settore copia Privata – per una risposta diretta in merito.

    Cordiali saluti.

    Stefania Tufi

    Servizio Associati e Mandanti e

    Ufficio Relazioni con il Pubblico

    - U.R.P. -

    S.I.A.E. - Viale della Lettteratura 30 00144 Roma